Appalti pubblici, Antoci dopo il caso Palermo: "La digitalizzazione degli appalti non diventi una nuova zona grigia del malaffare”

SANITÀ E APPALTI DIGITALI, L’UE CHIAMATA A CHIARIRE DOPO IL CASO PALERMO.  Antoci: “La tecnologia negli appalti pubblici deve rafforzare la trasparenza, non renderla aggirabile.  La digitalizzazione degli appalti   deve diventare garanzia di integrità, non una nuova zona grigia dove il malaffare si reinventa.”   Bruxelles, 11/04/2025 – Un’indagine condotta dalla Procura della Repubblica di Palermo ha svelato un inquietante meccanismo di manipolazione delle gare pubbliche gestite attraverso piattaforme digitali. In particolare, un funzionario dell’Arnas Civico, con la complicità di soggetti privati, avrebbe eluso i controlli del sistema telematico di gara, suggerendo modifiche tecniche a un’impresa per farle ottenere l’appalto, in violazione della normativa e dei principi di imparzialità e concorrenza. Di fronte a questo allarmante caso, l’europarlamentare Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione Europea per chiedere quali misure intenda adotta...

INSEGNANTI DI SOSTEGNO PRIVI DEI TITOLI ABILITATIVI, ‘OPERAZIONE ZERO IN CONDOTTA’ SCOPERTI 22 ABUSIVI


14/03/2014 - Oltre 100 Finanzieri del Comando Provinciale di Foggia stanno eseguendo 79 provvedimenti di perquisizione ed acquisizione documentale nonché la notifica di 22 avvisi di garanzia, emessi dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia, nell'ambito di un'indagine su presunti reati di "truffa aggravata ai danni dello Stato". In particolare, l'ipotesi delittuosa al vaglio degli Organi investigativi riguarda l'uso di autocertificazioni e di titoli di studio/specializzazione falsi da parte di insegnanti di sostegno, originari del foggiano.
L'obiettivo illecito perseguito dagli indagati era quello di scalare le graduatorie per l'assegnazione di incarichi di supplenza e, quindi, di maturare indebiti punteggi allo scopo di ottenere, in maniera fraudolenta, l'assunzione in ruolo presso gli istituti scolastici.

Gli interventi - operati in Capitanata ed in altre sette province, in cinque regioni d'Italia - sono stati eseguiti, oltre che nei confronti degli indagati, anche presso numerosi istituti scolastici allo scopo di riscontrare le anomalie relative alle posizioni di ulteriori insegnanti, sulle quali saranno sviluppati gli approfondimenti del caso.

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