Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

SONIA ALFANO: “ANCORA TAGLI ALLA DIA? NON È LOTTA AL CRIMINE ORGANIZZATO”

“Si è tornato a parlare, in questi giorni, di tagli alla Direzione Investigativa Antimafia (organismo interforze) e alle forze di Polizia in generale”
Palermo, 7 marzo 2014 - A protestare è Sonia Alfano, eurodeputata del gruppo ALDE e Presidente della Commissione Antimafia Europea: “La maggior parte dei beni sottratti alle mafie tornano nelle disponibilità dello Stato grazie soprattutto allo straordinario lavoro della DIA.
Senza l’impegno di questi investigatori, che ogni giorno portano a termine importanti operazioni antimafia, le risorse del Fondo unico per la Giustizia, a mio avviso incomprensibilmente gestite da Equitalia Giustizia, sarebbero significativamente ridotte. Perché, allora, si continuano a minacciare tagli? Piuttosto che consolidare e rafforzare il più importante e prestigioso organismo investigativo antimafia - che il mondo ci invidia - si assiste al suo graduale smantellamento”.

I versamenti allo Stato per confische sono 82.478.000 euro circa nel 2012 e 75.026.000 euro nel 2013, per un totale nel biennio 2012-2013 di circa 157.504.000 euro. Le somme, per quanto riguarda il Ministero dell'interno, nel 2012 sono 37.294.000 euro, di cui spettano al Dipartimento della pubblica sicurezza 29.413.000 euro e, nel 2013, 35.417.000 euro, di cui spettano al Dipartimento della pubblica sicurezza 24.000.000 di euro. Soltanto pochi giorni fa il nuovo capo del Governo, Matteo Renzi, ha parlato di “lotta economica alla criminalità organizzata”.

“Sarà difficile - spiega Sonia Alfano - mettere in pratica questi presupposti tagliando le risorse a un organismo interforze già sotto organico” (la legge istitutiva della DIA prevedeva - per un lavoro a pieno regime - oltre 3000 funzionari: ad oggi sono meno della metà) e l’argomento di dibattito non può essere il ‘TEA’ (trattamento economico accessorio) che è bloccato già dal 2011. Nonostante questo - sottolinea Sonia Alfano - il personale della DIA ha continuato a lavorare incessantemente”. “Il dimezzamento di accessi alle banche dati, poi - spiega la presidente della Commissione Antimafia Europea - è gravissimo: l’analisi dei flussi finanziari è uno strumento fondamentale per il contrasto al crimine organizzato”.

Inoltre - è notizia di pochi giorni fa - il Viminale propone di tagliare gli stipendi delle Forze di Polizia per 1,8 miliardi e di chiudere 11 commissariati, sopprimere 2 compartimenti e 27 presidi della Stradale, cancellare 73 sezioni di polizia ferroviaria e di polizia postale. Secondo Sonia Alfano “questi non sono piani di riordino o di spending review, ma veri e propri impoverimenti del comparto sicurezza”.

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