Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

SANTI WOJTYLA E RONCALLI: UNA CERIMONIA PER SANTI E NON PER POTENTI DELLA TERRA

Il silenzio, tanto caro a Giovanni Paolo II, avrebbe dovuto prendere il posto dei protocolli istituzionali. Preghiera e umiltà per due Santi sorridenti alla gente e non solo ai potenti 
Città del Vaticano, 27 aprile 2014 – Capi di Stato e di Governo. Sinceramente mi sarei aspettato una cerimonia ben più profonda di spiritualità e santità. Avrei sperato in un armamentario protocollare più discreto, solenne quanto sono destinati ad esserlo i doveri e i cerimoniali di di Stato.
Ma avrei conferito alla cerimonia una impronta di interiorità e preghiera, non i toni tipici della parata mediatica per potenti della terra. Ben altro avrebbero voluto e meritato i "due Papi Santi": Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. Per una volta, considerato che la canonizzazione di due Papi Santi non capita tutti i giorni, nemmeno in Vaticano, avrei stretto la mano e il cuore ai pellegrini che dalle cinque di mattina, ora di apertura, affollavano la Piazza e le vie adiacenti Piazza San Pietro e via della Conciliazione, provenienti da tutto il mondo.

Per questa volta, Capi di Stato, personalità del mondo della politica e della cultura, Reali di Spagna, del Belgio, del Lichtenstein, di Lussemburgo, l'ex Presidente della Repubblica di Polonia, il Presidente del Parlamento Argentino, il Presidente dell'Unione Europea e della Commissione Europea, li avrei accolti con il rigore del protocollo ma poi li avrei fatti accomodare dietro le transenne, come tutti. Ne sarebbero stati contenti pure loro.

Per una volta – così – ho rivalutato la santa Messa domenicale, le chiese di provincia, dove siede al primo posto chi arriva prima. Per pregare. Lo avrei voluto anche solo per questa volta, per umiltà e devozione. Non resta che cercarsi un’altra chiesa, intima e vera, potente di fede e di misericordia, ricca d’amore per il prossimo e per la semplicità. Chiesa per santi e non per potenti della terra.

d.m.c.
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