Niscemi interviene Sigea: atti di compravendita di un immobile, è il colpo nella pistola della “roulette russa”

Niscemi interviene Sigea.  La Società Italiana di Geologia Ambientale propone che gli atti di compravendita di un immobile contengano anche il certificato che descriva i pericoli geologici riguardanti le aree interessate.  "In Italia oggi la popolazione a rischio frane è 1.284.960 e a rischio alluvioni è 6.818.375; gli edifici rispettivamente 742.192 e 1.549.759; le imprese rispettivamente 74.974 e 642.979.  Questi sono i numeri che l’ISPRA raccoglie dall’ISTAT e dalle Autorità di Bacino".    31/01/2026 - "Nessuna delle famiglie che stanno vivendo il drammatico disagio a Niscemi, e quelle che saranno coinvolte nei prossimi mesi, avrebbe investito tutti i propri risparmi per la cosa che tutti riteniamo il rifugio economico, materiale e sociale per eccellenza, la propria casa, sapendo che un giorno una frana l’avrebbe distrutta. Nessuna delle famiglie sfollate, avrebbe con ogni probabilità investito tutti i propri risparmi per la casa sapendo che un giorno una fra...

USURA A MESSINA, LA POLIZIA SCOPRE UN GIRO DI STROZZINI: 4 ARRESTI

La Polizia fa luce su giro di usura nel messinese. Le persone arrestate sono Antonino Catania, Teresa Corsaro, Salvatore Saccà e Francesca Augliera
Arriva ad un importante traguardo il lavoro d’indagine della locale Squadra Mobile che ha permesso oggi di far luce su un radicato giro d’usura nel messinese.
Ad essere raggiunti dalla misura cautelare degli arresti domiciliari sono due uomini e due donne, tutti residenti a Messina, i cui “affari” sono da tempo monitorati dalla Polizia.Questi i nomi degli arrestati: Salvatore Saccà, 47 anni; Antonino Catania di 56 anni; Teresa Corsaro, 56 anni  e Francesca Augliera di 81 anni.
Le intercettazioni ambientali ed il prezioso aiuto delle vittime hanno reso evidenti il modus operandi sui prestiti erogati a persone in difficoltà economiche per somme di denaro che oscillavano tra i 500 e i 3000 euro. Importi iniziali che lievitavano in pochissimo tempo fino a raggiungere somme ben più importanti con interessi usurai che variavano dal 48,67% fino al 470,97%.

Chi, credendo di risolvere una difficoltà temporanea, si rivolgeva al giro di strozzini, si ritrovava in una spirale infinita caratterizzata da continui pagamenti che avevano luogo presso le attività commerciali delle vittime e persino in strada. Stratagemma comune era quello di far credere che il debito non fosse stato contratto con la persona a cui la vittima si era rivolta ma a terzi con i quali il fittizio intermediario si era esposto in prima persona a garanzia del debito. Assenza di accordi scritti, pagamenti in contanti e concessione di nuovi prestiti in costanza del pagamento dei precedenti, modalità tipiche delle relazioni usuraie, hanno caratterizzato per anni l’operato dei quattro agli arresti domiciliari. A seguito dell’ordinanza emessa dal GIP presso il Tribunale di Messina su richiesta del Sostituto Procuratore, gli arrestati dovranno rispondere di usura e favoreggiamento in concorso.

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