Niscemi interviene Sigea: atti di compravendita di un immobile, è il colpo nella pistola della “roulette russa”

Niscemi interviene Sigea.  La Società Italiana di Geologia Ambientale propone che gli atti di compravendita di un immobile contengano anche il certificato che descriva i pericoli geologici riguardanti le aree interessate.  "In Italia oggi la popolazione a rischio frane è 1.284.960 e a rischio alluvioni è 6.818.375; gli edifici rispettivamente 742.192 e 1.549.759; le imprese rispettivamente 74.974 e 642.979.  Questi sono i numeri che l’ISPRA raccoglie dall’ISTAT e dalle Autorità di Bacino".    31/01/2026 - "Nessuna delle famiglie che stanno vivendo il drammatico disagio a Niscemi, e quelle che saranno coinvolte nei prossimi mesi, avrebbe investito tutti i propri risparmi per la cosa che tutti riteniamo il rifugio economico, materiale e sociale per eccellenza, la propria casa, sapendo che un giorno una frana l’avrebbe distrutta. Nessuna delle famiglie sfollate, avrebbe con ogni probabilità investito tutti i propri risparmi per la casa sapendo che un giorno una fra...

SANT’ANGELO DI BROLO: ARRESTATI 2 PLURIPREGIUDICATI PER FURTO DI FUCILI DA CACCIA E MUNIZIONI

Proseguono i servizi di prevenzione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Messina, impegnati in mirate attività per il contrasto dei reati di natura predatoria: 4 persone arrestate per furto, due dai CC della Compagnia di Patti e due da quelli della Compagnia di Barcellona P.G.
Sant’Angelo di Brolo, 23 giugno 2014 -  Nella serata di ieri, una pattuglia dei Carabinieri della Stazione di Sant’Angelo di Brolo stava effettuando regolare servizio di pattugliamento del territorio opportunamente predisposto per la prevenzione di furti in appartamento. Giunti in prossimità della Contrada Nunziata di Sant’Angelo di Brolo, i militari incrociavano un’autovettura sospetta con all’interno due uomini. I militari fermavano immediatamente l’autovettura per effettuare un controllo più approfondito e subito si accorgevano che i due individui a bordo non erano abitanti della zona.

I due cercavano di giustificare la loro presenza in quella zona rispondendo, con fare visibilmente turbato, di essere li solo per fare una passeggiata. Ulteriormente insospettiti, i militari decidevano di procedere a perquisizione veicolare durante la quale rinvenivano occultati nel portabagagli due fucili da caccia, svariate cartucce e numerosi arnesi atti allo scasso; e occultato nella giacca di uno dei due un porto d’armi uso caccia di proprietà di un uomo residente in quella Contrada, che immediatamente contattato dai militari operanti, affermava di essere appena rincasato nella propria abitazione e di essersi accorto del furto dei suoi due fucili, delle cartucce e del proprio porto d’armi.

Grazie all’immediato intervento, i Carabinieri traevano così in arresto “per furto aggravato in concorso e porto abusivo d’armi e munizioni” i due ladri, identificati in TOSKA PETRIT, cl. 1975, nato in Serbia – Montenegro e residente a Scaletta Zanclea, e MUTISI MENSUR, cl 1986, nato in Serbia – Montenegro e residente a Messina, entrambi pluripregiudicati.

La refurtiva recuperata è stata sottoposta a sequestro e verrà restituita al legittimo proprietario. Il mezzo utilizzato è stato sottoposto a sequestro. Gli arrestati, su disposizione della A.G. venivano trattenuti in camera di sicurezza in attesa dell’odierno rito direttissimo.
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Nella nottata di ieri, intorno alle ore 01.00, i Carabinieri della Stazione di Merì, coadiuvati dai militari di Fondachelli Fantina e dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Barcellona P.G., hanno tratto in arresto BERTE’ Giovanni (cl. 1985), di San Filippo del Mela e D’AMICO Antonino (cl. 1975), di Barcellona Pozzo di Gotto, già noto alle Forze dell’Ordine, sorpresi in flagranza di reato, intenti ad asportare delle lastre di marmo dal cantiere di un imprenditore locale.
Durante la perquisizione veicolare effettuata a bordo del mezzo utilizzato dai malviventi, i Carabinieri rinvenivano un coltello a serramanico del genere proibito e delle forbici che immediatamente venivano sottoposte a sequestro.
Successivamente all’arresto, i militari conducevano i malfattori presso le rispettive abitazioni in regime degli arresti domiciliari, così come disposto dall’Autorità Giudiziaria,
in attesa dell’odierno processo per direttissima.

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