Niscemi interviene Sigea: atti di compravendita di un immobile, è il colpo nella pistola della “roulette russa”

Niscemi interviene Sigea.  La Società Italiana di Geologia Ambientale propone che gli atti di compravendita di un immobile contengano anche il certificato che descriva i pericoli geologici riguardanti le aree interessate.  "In Italia oggi la popolazione a rischio frane è 1.284.960 e a rischio alluvioni è 6.818.375; gli edifici rispettivamente 742.192 e 1.549.759; le imprese rispettivamente 74.974 e 642.979.  Questi sono i numeri che l’ISPRA raccoglie dall’ISTAT e dalle Autorità di Bacino".    31/01/2026 - "Nessuna delle famiglie che stanno vivendo il drammatico disagio a Niscemi, e quelle che saranno coinvolte nei prossimi mesi, avrebbe investito tutti i propri risparmi per la cosa che tutti riteniamo il rifugio economico, materiale e sociale per eccellenza, la propria casa, sapendo che un giorno una frana l’avrebbe distrutta. Nessuna delle famiglie sfollate, avrebbe con ogni probabilità investito tutti i propri risparmi per la casa sapendo che un giorno una fra...

MILAZZO: IL 2050° ANNIVERSARIO DELLA BATTAGLIA NAVALE, 2 GIORNI DI MANI-FESTAZIONI

Conoscere le origini è importante per progettare in maniera consapevole il nostro futuro. E’ questa la motivazione che ha indotto l’Amministrazione comunale a commemorare d’intesa con la Marina Militare il 2050° anniversario della battaglia navale del Nauloco – Milazzo avvenuta il 3 settembre del 36 a.C. Un evento che ha poi permesso al Municipio mamertino di fregiarsi dell'Aquila imperiale romana con il motto "Aquila mari imposita Sexto Pompeo Superato"

Milazzo, 28/8/2014 - Due giorni di manifestazioni che si apriranno martedì 2 settembre alle 20,30 nell’Atrio del Carmine con la proiezione del film documentario di Alberto Angela “La nascita di un impero”, cui seguirà alle 22 “Il racconto della battaglia navale tra Cesa Ottaviano e Sesto Pompeo” a cura dello scrittore milazzese Filippo Lo Schiavo. Mercoledì 3 invece alle 18 avverrà la deposizione di una corona di alloro nelle acque prospicienti la marina Garibaldi in ricordo della battaglia e alle 19,30 la scopertura di una lapide commemorativa sulla facciata del palazzo municipale. Alle 20 invece nell’aula consiliare conferenza del prof. Antonino Pinzone, responsabile scientifico del dipartimento scienze dell’Antichità della facoltà di Lettere dell’Università di Messina sui “perché di una battaglia decisi-va per le sorti di Cesare Ottaviano”.

Un viaggio a ritroso dunque nel tempo per rievocare una delle battaglie più sanguinose che hanno interessato i nostri mari. Da un lato la flotta di Ottaviano al comando di Vipsanio Agrippa alle isole Eolie, dall’altro quella di Sesto Pompeo che occupava la costa siciliana nel tratto compreso fra Capo Tindari e il Peloro con Milazzo in mezzo. Ottaviano per assalire Pompeo deve prima prendere le tre roccaforti oltre Taormina. La battaglia vede soccombere Pompeo che, con quel che gli resta della flotta, ripara nel Nauloco nei pressi di Milazzo. Agrippa, approfittando dello sbandamento dell'av-versario, sbarca rapidamente a Tindari e ne fa il proprio caposaldo in terraferma. Pompeo abbandona Milazzo rifugiandosi presso il Peloro e propone a Ottaviano di risolvere la situazione con una battaglia navale, ritenendo la propria flotta superiore a quella dell’avversario. Nel settembre del 36 a.C. Ottaviano attacca di nuovo Sesto Pompeo. Le due flotte entrambe composte da 300 navi, tutte dotate di artiglieria si incontrano tra il promontorio di Milazzo e il Nauloco, presso il quale era ancorata l’armata di Pompeo. Dopo una lotta lunga e sanguinosa Ottaviano riesce a sconfiggere il nemico.

“Pagine di storia che non possono essere dimenticate come oggi purtroppo facilmente avviene – spiega il sindaco Carmelo Pino – e per questo 2050 anniversario abbiamo deciso di mettere in evi-denza l’importanza di quell’avvenimento. Quella battaglia, anche per l’apporto che fu dato dalla popolazione trasformò la nostra città in una importante base navale tanto che l’Imperatore romano concesse il riconoscimento con l’Aquila ed il motto che tutti conosciamo. Tramandare i valori e le tradizioni è fondamentale per comprendere le radici della nostra città, un’autentica finestra sulla storia, con una forte e millenaria identità che va gelosamente custodita”.

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