Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

RACCUJA: L'ARMA DEI CARABINIERI RICORDA L'APPUNTATO GIORGIO SCIFO, MORTO 45 ANNI FA

 Sabato 4 ottobre l'Arma dei Carabinieri, nel bicentenario della sua fondazione, ha voluto ricordare l'appuntato Giorgio Scifo, servitore dello Stato, con una cerimonia che si è tenuta a Raccuja, dove il militare è sepolto
Raccuja (Me), 06/10/2014 - Alla cerimonia hanno preso parte il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Stefano Spagnol; il comandante della compagnia carabinieri di Patti, capitano Lorenzo Buschittari; il comandante della locale stazione dei carabinieri, maresciallo Antonio Di Fidio; rappresentanti dell'associazione nazionale carabinieri; il sindaco di Raccuja Cono Salpietro Damiano; l'amministrazione comunale; la comunità di Raccuja e i familiari di Scifo.
L'appuntato Giorgio Scifo, nato a Modica, in provincia di Ragusa, il 26 maggio 1925, arruolatosi giovanissimo nei carabinieri, nel 1954 prestava servizio a Raccuja, dove conobbe Aurelia Terranova, con la quale si è sposato il 10 dicembre del 1955 ed ha avuto tre figli Giuseppe, Carmela e Filippo. Trasferito in seguito presso altri comandi, nel 1969 comandava la stazione dei carabinieri di Breganze, in provincia di Vicenza.
In quel comune, nel pomeriggio del 19 settembre 1969, Scifo venne a sapere che uno squilibrato, Giovanni Lievore, si aggirava per le campagne con un fucile, calibro 16, sparando all'impazzata, dopo aver già ferito il padre; l'appuntato Scifo lo ha affrontato, ma purtroppo è stato colpito a morte. Il gesto, immediato, dell'appuntato è servito a risparmiare la vita di altre persone, perdendo però la sua.
Per questo eroico sacrificio venne insignito con la Medaglia d'oro al valor civile con la seguente motivazione: “Comandante interinale di una Stazione Carabinieri, essendo stato informato che un giovane si aggirava, sparando, nella campagna circostante, affrontava da solo, con alto senso del dovere ed ammirevole coraggio, lo squilibrato, che già aveva ferito il proprio padre, e veniva, a sua volta, colpito a morte. Col suo generoso sacrificio suscitava la commossa ammirazione dei cittadini. Breganze (VI), 19 settembre 1969”.
Il sindaco di Raccuja, Cono Salpietro Damiano, a conclusione della cerimonia, a nome dell'amministrazione comunale ha ringraziato l'Arma dei Carabinieri, presente a Raccuja con gli alti gradi della gerarchia, “per aver onorato la memoria dell'eroe Giorgio Scifo, concittadino acquisito, di cui quest'anno ricorrono 45 anni dalla morte”.

Inoltre, il primo cittadino ha consegnato alla vedova signora Aurelia Terranova una targa per ricordare, a nome dell'amministrazione comunale e di tutta la cittadinanza, affettuosamente l'appuntato Scifo, esprimere apprezzamento per il generoso sacrificio del militare ed esprimere vicinanza alla moglie e ai familiari.

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