Varietà vegetali protette: dalla Sicilia una sentenza storica per l'Italia

  Dalla Sicilia una sentenza storica per l'Italia: la Corte di Cassazione conferma la responsabilità per riproduzione illegale di varietà vegetali protette Confermata la responsabilità civile di un produttore e di un vivaista che avevano riprodotto e commercializzato una varietà di pomodoro coperta da brevetto comunitario Ragusa, 3 marzo 2026 -  La Corte di Cassazione, con una sentenza pubblicata qualche giorno fa, ha confermato la responsabilità civile di un produttore e di un vivaista della provincia di Ragusa per la riproduzione e commercializzazione abusiva di varietà di pomodoro protette da brevetto comunitario. Si tratta di una importante nuova pronuncia della Suprema Corte in sede penale in materia di violazione di privative vegetali. La decisione rappresenta un passaggio di rilievo per l’intera filiera orticola e per il settore vivaistico, ribadendo con chiarezza che la tutela dei diritti di proprietà industriale in agricoltura costituisce una priorità e che le violazi...

Via il cognome del padre: trapanese ottiene quello della madre e il TAR condanna la Prefettura di Trapani

Via il cognome paterno, giovane trapanese ottiene quello della madre. Il TAR condanna la Prefettura. Un giovane della provincia di Trapani ha vinto la sua battaglia legale contro la Prefettura, ottenendo il diritto di sostituire il cognome del padre con quello della madre. 

18/10/2025 - Il Tribunale Amministrativo Regionale (T.A.R. Sicilia – Palermo), con sentenza del 16 ottobre 2025, ha dichiarato la cessazione della materia del contendere dopo che la Prefettura ha fatto marcia indietro, ma ha anche inflitto una dura condanna al pagamento delle spese processuali all'amministrazione. La vicenda ha inizio nell'ottobre 2021, quando il giovane inoltra l’istanza per la modifica del cognome. 

La risposta, tuttavia, arriva solo nell’aprile 2023, con un decreto di rigetto da parte della Prefettura di Trapani, che motivava la decisione sottolineando il "carattere eccezionale" del cambiamento, ammesso solo in presenza di "situazioni oggettivamente rilevanti" e "solide motivazioni". Il trapanese, assistito dagli avvocati Girolamo Rubino e Daniele Piazza, non si è arreso e ha presentato ricorso al T.A.R. I legali hanno ribaltato la tesi dell'amministrazione, richiamando l’art. 89 del D.P.R. 396/2000 e un’ampia giurisprudenza. 

La loro linea difensiva era chiara: l'istanza di cambio cognome può essere sostenuta anche da "intenti soggettivi ed atipici, purché meritevoli di tutela" e non contrastanti con il pubblico interesse. Hanno inoltre sottolineato come il cognome sia un "importante diritto della personalità" e che la discrezionalità della Pubblica Amministrazione debba circoscriversi solo a ragioni puntuali di pubblico interesse che giustifichino il sacrificio del desiderio privato. Di fronte al ricorso, la Prefettura di Trapani ha scelto la via dell'autotutela: ha revocato il precedente decreto di rigetto e ha accolto l'istanza. Il giovane ha così finalmente potuto adottare il cognome materno. 

La pronuncia del T.A.R. Sicilia ha preso atto della revoca in autotutela, dichiarando la cessazione della materia del contendere, ma ha sanzionato l’atteggiamento iniziale dell’ente: la Prefettura è stata condannata al pagamento delle spese processuali, a suggello di una vittoria non solo per il ricorrente, ma per il principio del diritto all'identità personale.

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