Niscemi non è in cartografia geologica, una radiografia del territorio

Niscemi  non in cartografia geologica.   L’Italia ha una Cartografia Geologica moderna ferma al 50%.  La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue. L’Italia è dotata di una vecchia Cartografia Geologica addirittura su scala da 1:100.000. Niscemi   non rientra in questa Cartografia Geologica che va completata. Dunque il 50% del territorio nazionale è ancora privo di una Cartografia Geologica Moderna. 30/01/2026 -  Rodolfo Carosi   – Docente Dipartimento Scienze della Terra – Università di Torino e Presidente della Società Geologica Italiana: " In Italia alcune delle zone critiche importanti non sono coperte dalla Cartografia Geologica alla scala  1:50.000, che è come la radiografia del corpo umano. Questo significa che queste aree non sono sufficientemente coperte da una conoscenza geologica approfondita. La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue, permanenti ed annuali. L’It...

RAFFINERIA DI MILAZZO: INDUSTRIA A RISCHIO DI INCIDENTE RILEVANTE, PER L’ARPA TUTTO NORMALE

Incidente tra il 26 ed il 27 settembre 2014, unita’ di crisi
Messina, 7 ottobre 2014 - In data odierna, si è riunita l’Unità di crisi per il monitoraggio dell’evoluzione dell’evento verificatosi all’interno della Raffineria di Milazzo istituita con provvedimento del Prefetto, a seguito di quanto concordato nella riunione svoltasi in Prefettura il 2 ottobre scorso alla presenza dell’Assessore Regionale Territorio ed Ambiente, della quale fanno parte i Vigili del Fuoco, il Dipartimento Regionale di Protezione Civile, l’A.R.P.A. e l’Azienda Sanitaria Provinciale.

Tale Unità di crisi è preposta al monitoraggio dell’evoluzione dell’incidente verificatosi nella notte tra il 26 ed il 27 settembre scorso presso la Raffineria di Milazzo ed alla conseguente attività di comunicazione agli enti interessati. A conclusione di tale incontro è emerso che l’ARPA sino a questo momento, ha riscontrato valori che rientrano nei limiti dei valori guida sia nazionali che europei e conseguentemente l’ASP ritiene che al momento non ci siano elementi che possano far pensare nell’immediato a condizioni di pericolo per la salute pubblica.

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