Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

RACCUJA: IL SINDACO SCRIVE A RENZI E NAPOLITANO PER LA FRANA DI ZAPPA

Per la frana della frazione Zappa del Comune di Raccuja, il sindaco Salpietro scrive al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio e al Capo della Protezione Civile Nazionale

RACCUJA (Messina), 12/11/2014 - Per la frana di Zappa, nel Comune di Raccuja, il sindaco Cono Salpietro Damiano ha scritto alle Istituzioni nazionali. Nel Dicembre 2009 e a Gennaio - Febbraio 2010, il centro abitato della frazione Zappa del Comune di Raccuja, in provincia di Messina, ha subito un grave dissesto franoso a seguito del quale, su indicazione del Dipartimento della Protezione Civile, sono state emesse Ordinanze di sgombero per 36 nuclei familiari.
Nonostante numerose sollecitazioni da parte del primo cittadino agli organi preposti, la situazione è ad oggi immutata: trentasei famiglie continuano a vivere da sfollati, non essendo le proprie abitazioni agibili, e il dissesto è ampiamente visibile nei fabbricati, nei terreni comunali e provinciali e nei terreni circostanti le abitazioni.

Di fronte a questo stato di cose, il sindaco Cono Sapietro Damiano ha scritto al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano; al Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi; al Capo della Protezione Civile Nazionale, Prefetto Franco Gabrielli, e per conoscenza al Prefetto di Messina, Stefano Trotta.

Nella missiva, alla quale sono stati allegati importanti e significativi documenti, il primo cittadino evidenzia: “II Ministero dell'Ambiente, con Accordo di Programma Quadro, ha previsto un intervento nella predetta frazione per una spesa di €. 5.000.000 cod. ME 100/A. All'attuazione doveva provvedere la struttura Commissariale appositamente costituita. E' stato individuato e incaricato il gruppo di progettazione ed è stato nominato il RUP. Inoltre è stato corrisposto e solo per un periodo - scrive Salpietro -, il contributo di autonoma sistemazione alle famiglie sfollate. Gli uffici tecnici che hanno competenza specifica sulla questione hanno comunicato, solo verbalmente, che la frazione colpita dal dissesto va delocalizzata. Le visite, i sopralluoghi, le continue sollecitazioni del Sindaco e degli interessati non hanno sortito, ad oggi, alcun risultato, tranne la corrispondenza”.
“Intanto i cittadini sfollati - si legge nella nota - restano fuori della loro casa, senza alcun rimborso per le spese cui vanno incontro per procurarsi altro alloggio, senza sapere se e quando potranno fare rientro nella loro casa”.

“La burocrazia - scrive il sindaco Salpietro nella lettera inviata alle Istituzioni nazionali - che impera nella nostra Nazione non è solo un episodio verificatosi in Liguria. Infatti chi aveva competenza non ha ritenuto di riscontrare neanche la nota prefettizia del 19/02/2013 prot. 7389/Area V”.
Il sindaco di Raccuja confida in un autorevole intervento del Presidente della Repubblica, del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Capo della Protezione Civile Nazionale “affinché - si legge infine - anche i cittadini di Zappa, pur appartenenti ad una piccola comunità, possano avere gli stessi diritti che la Costituzione garantisce per tutti i cittadini della Repubblica”.

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