Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

“UNA CITTÀ IN ARCHITETTURA. LE INCISIONI DI FRANCESCO SICURO” E LE PIAZZE “STORICHE” DI MESSINA

Mercoledì 12 novembre alle ore 18 al Feltrinelli Point Messina si presenterà “Una città in architettura. Le incisioni di Francesco Sicuro per Messina” (ed. Caracol). Insieme con l’autore, l’architetto Nicola Aricò, interverranno il prof. Federico Martino, il prof. Tommaso Manfredi e il dott. Luigi Giacobbe
Messina, 10/11/2014 - Tra il 1767 e il 1770 Francesco Sicuro rilevò le più importanti architetture pubbliche – laiche e religiose – e le piazze “storiche” di Messina, per riprodurle con tecnica incisoria. Fino a noi sono giunte ventuno piccole acqueforti e una incisione a bulino di grande formato. Un’altra non meno imponente incisione è andata dispersa, ma ci è nota attraverso la copia eseguita, circa un quindicennio dopo, da Jean-Pierre-Laurent Houel.

Fin dall’Ottocento, si è creduto che le singole stampe fossero fogli volanti. Questa edizione ne propone una lettura critica e ricostruisce il progetto editoriale che le aveva ispirate per destinarle a un Atlante volutamente inteso a contestare un disegno propagandistico avverso alla città. Le ventuno acqueforti formano infatti il visibile parlare di una guida alle avanguardie architettoniche e alle morfologie urbane, secondo un percorso tracciato da echi grafici interni alle stesse riproduzioni.

A concepire il racconto per immagini era stato l’erudito illuminista Andrea Gallo, che ne aveva pure finanziato la produzione, affidandola a Francesco Sicuro, ventenne nel 1767. Il giovane disegnatore non si limitò tuttavia a una pedissequa esecuzione, ma espresse opinioni divergenti da quelle dell’ideatore: di qui l’esito incompiuto dell’opera e il venir meno dell’originaria unitarietà del progetto editoriale.

Nicola Aricò, architetto, insegna Storia dell’Architettura e Storia della Città all’Università degli Studi di Messina. Della sua attività saggistica, si segnalano: Illimite Peloro. Interpretazioni del confine terracqueo (1999), In nova urbe Messane (2004), Libro di Architettura. Da L.B. Alberti ad anonimo gesuita siciliano del secolo XVI (2005), Rembrandt e il Duca. Lettura estetica del Teatro Marittimo di Messina (2007), Pedro Prado e la fondazione di Carlentini (2012), Architettura del tardo Rinascimento in Sicilia. Giovannangelo Montorsoli a Messina 1547-57 (2013).

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