Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

ANTIMAFIA: ALL'ARS IL VOLUME SUI 30 ANNI DELLA COMMISSIONE, UN PERCORSO TRA LUCI E OMBRE

Palermo, 18/12/2014 - Oltre 80 missioni esterne in comuni e prefetture, un migliaio di audizioni, 70 istruttorie aperte, 600 documenti prodotti e custoditi, 27 disegni di legge elaborati e approvati. E' il bilancio dell'attività della Commissione regionale di inchiesta sui fenomeni della mafia dell'Ars dal suo insediamento nel 1984, fino ai nostri giorni. Le memorie sono raccolte nel libro "Trent'anni di antimafia nel parlamento siciliano -i lavori della commissione d'inchiesta 1984-2014" presentato oggi nella Sala Rossa dell' Ars. Il volume raccoglie gli atti normativi e ispettivi in tema di lotta alla mafia prodotti dalle otto commissioni che si sono susseguite dal momento in cui il parlamento regionale, il 3 novembre del 1983, approva all'unanimità un ordine del giorno che ne delibera l'istituzione. La prima commissione sarà istituita l'11 ottobre dell'anno successivo, presieduta dal socialista Angelo Ganazzoli.

"Un consuntivo fatto di luci ed ombre, di stagioni intense e di opacità ed apatia. Bisogna fare di più: l' investigazione politica deve prescindere da quella giudiziaria, proprio perchè la politica non può delegare tutto alla magistratura. Anzi, in alcuni casi deve arrivare prima delle Procure" - ha affermato il presidente Nello Musumeci, presentando il volume alla stampa ed ha denunciato "l'incapacità della classe politica di mettersi in discussione ed il rifiuto di spezzare quel cordone che tiene uniti politici onesti e politici chiacchierati. Occorre applicare - ha aggiunto Musumeci - la legge 4 del 91 e poter procedere con maggiore efficacia nelle indagini sui funzionari e i dipendenti della pubblica amministrazione che spesso si pone di fronte alle indagini con atteggiamento di sufficienza.

E' indispensabile applicare la trasparenza non solo alla politica, ma a tutta la macchina burocratica, rimuovendone incrostazioni e arbitrii". In sintonia il messaggio del presidente dell'Ars Giovanni Ardizzone che scrive nella prefazione del volume "Per restituire qualità alla pubblica amministrazione bisogna partire dalla prevenzione e repressione della corruzione e dell'illegalità nel settore pubblico, introducendo un ventaglio di strumenti che innalzino i livelli di trasparenza e di responsabilità in modo da generare comportamenti virtuosi nei funzionari pubblici". Sono intervenuti alla cerimonia i presidenti delle commissioni delle passate legislature Giuseppe Campione, Fabio Granata, Lillo Speziale, Carmelo Incardona. Presenti anche i familiari di Angelo Ganazzoli e Alberto Alessi, figlio del primo presidente della Regione.


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