Sara Campanella: giovedì 3 aprile fiaccolata in ricordo della studentessa vittima di femminicidio a Messina

Giovedì 3 aprile fiaccolata in ricordo di Sara Campanella, studentessa del CdS in Tecniche di Laboratorio Biomedico dell'Università di Messina, vittima di femminicidio a Messina. Il corteo si muoverà fino a Piazza dell'Unione Europea, sede del Municipio.  Per la sua uccisione è stato individuato, quale soggetto fortemente sospettato, Stefano ARGENTINO, 27enne, di Noto (SR), anche lui studente nella stessa facoltà della giovane, rintracciato con il supporto dei Carabinieri di Siracusa. Messina, 1 apr. 2025 - Giovedì 3 aprile 2025, alle ore 19.30 con partenza prevista dal Cortile del Rettorato in Piazza Pugliatti, prenderà avvio una fiaccolata in ricordo di Sara Campanella, studentessa del CdS in Tecniche di Laboratorio Biomedico dell'Università di Messina, vittima di femminicidio. L'iniziativa, organizzata dall'Ateneo peloritano unitamente a tutte le Associazioni studentesche ed in collaborazione con il Comune di Messina, coinvolgerà la Comunità accademica ed è aper...

ROMAGNOLI IN CARCERE RICEVE LA VISITA DI DI BIAGIO: "MI HANNO TESO UN TRANELLO, SONO STATO MESSO IN MEZZO"

Massimo Romagnoli, l'ex deputato nazionale di Forza Italia, arrestato in Montenegro lo scorso 16 dicembre con l'accusa di traffico internazionale d'armi, originario di Capo d'Orlando (Messina), ha ricevuto nel carcere di Podgorica, la visita dell'on. Di Biagio (Ap), membro della Commissione per i Diritti Umani. "Sono stato messo in mezzo", ha detto Romagnoli al deputato di Area Popolare. Di Biagio: “La sensazione che ho avuto è stata di una grande ingenuità da parte di Romagnoli, di grande superficialità e leggerezza..."

05/01/2015 - L'ex deputato di FI Massimo Romagnoli, arrestato in Montenegro lo scorso martedì 16 dicembre con l'accusa di traffico internazionale d'armi, assieme a due rumeni, con l'accusa di aver cercato di vendere armamenti alle Farc colombiane, ha ricevuto la visita in carcere di Aldo Di Biagio, senatore di Area Popolare, membro della Commissione per i Diritti Umani: Di Biagio ha visitato lo scorso 2 gennaio l'ex parlamentare del PdL, esponente di punta di Forza Italia in Sicilia e presidente del Movimento delle Libertà.

Massimo Romagnoli, come si ricorderà, è stato arrestato in Montenegro con l'accusa di traffico internazionale d'armi, su mandato del Procuratore americano Preet Bharara. ItaliaChiamaItalia, che ha seguito fin da subito tutta la vicenda, pubblicando diversi articoli sul caso, con dovizia di particolari, ha pure rivolto un appello a rappresentanti della politica e delle istituzioni perchè sia fatta luce sulle responsabilità e Massimo Romagnoli non venga lasciato solo di fronte ad accuse così gravi.

Alcuni giorni fa, l’ex parlamentare PdL ha richiesto espressamente all’ambasciatore d’Italia in Montenegro di poter incontrare Aldo Di Biagio. La richiesta di Romagnoli è stata accettata da Di Biagio, eletto nella ripartizione estera Europa, che sotto le feste è andato a trovare Romagnoli nel carcere di Podgorica. Con lui, anche l’avvocato italiano che si occupa del caso, Nicola Pisani.

In una giornata freddissima (2 gennaio), in Montenegro, con 17 gradi sotto lo zero, l’incontro con Di Biagio ha riscaldato il cuore dell'on. Romagnoli, che ha potuto così parlare con Di Biagio della propria situazione e soprattutto ricevere da lui forza e coraggio.

Contattato da ItaliaChiamaItalia, Aldo Di Biagio ha racconta: “Massimo con me si è potuto sfogare liberamente. Dopo momenti intensi di comprensibile commozione, gli ho fatto coraggio e gli ho fatto capire che doveva essere lucido per affrontare questa situazione nel migliore dei modi”. Durante il colloquio fra i due, era presente anche l’avvocato italiano, Nicola Pisani, professionista di livello, con un grande bagaglio di umanità.

“Sono andato a trovare Massimo in carcere - ha detto ancora l'on. Di Biagio a ItaliaChiamaItalia -
perché volevo accertarmi prima di tutto che avesse tutte le attenzioni che merita una persona nella sua situazione". Il carcere in Montenegro è molto difficile, lontanissimo dagli standard italiani (ciò è quanto dire).

“Mi sono accertato che Massimo Romagnoli stesse bene. Si è presentato a me con una giacca e una camicia: ‘Mi sono messo bello per te’, mi ha detto all’inizio del nostro incontro. Si è presentato in maniera assai dignitosa. Ho avuto anche l’opportunità di scambiare due chiacchiere con le guardie carcerarie, conoscendo la lingua, e di trasmettere il fatto che in qualche modo nei confronti di Romagnoli, come per qualsiasi altro italiano in simili condizioni, doveva esserci la giusta attenzione. Anche se non era in effetti necessario farlo, perché l’ambasciata italiana aveva già fatto un ottimo lavoro e per questo si era già creata in carcere una consapevolezza”.

Ancora Di Biagio a colloquio con ItaliaChiamaItalia: “La sensazione che ho avuto è stata quella di una grande ingenuità da parte di Massimo, una grande superficialità e leggerezza. Gli ho trasmesso questa mia sensazione. C’è stata evidentemente una sottovalutazione della questione che ha portato a quello che è successo. Ma la cosa più importante per me era fargli sentire la vicinanza di un amico. Ne uscirai - gli ho detto - con la grande determinazione che hai sempre dimostrato, con la volontà di far valere la tua innocenza’”.

Di Biagio assicura: “Continuerò a fare tutto quello che è nelle mie possibilità sotto il profilo umanitario per garantire l’attenzione necessaria. Anche io, devo ammettere, sono tornato dal Montenegro molto commosso, perché ho capito che la situazione è davvero complessa oltre che assurda sotto tanti punti di vista”.

Fisicamente Massimo Romagnoli sta bene. Secondo quanto racconta Di Biagio, ha capito di essere caduto in una sorta di tranello: “Sì, sono stato messo in mezzo”, ha detto l’azzurro.

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