Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

MONTANTE, ‘TAVOLO IMPRESE’: “GRAZIE A LUI E A LO BELLO LE IMPRESE SICILIANE HANNO AVUTO LA FORZA DI RIBELLARSI ALLA MAFIA”


Palermo, 9 febbraio 2015 - Antonello Montante,  presidente di Confindustria Sicilia e presidente della Camera di Commercio di Caltanissetta, sotto inchiesta per mafia da parte della Procura di Caltanissetta, secondo una indiscrezione pubblicata stamane dal quotidiano La Repubblica. Montante, che è pure delegato per la Legalità di Confindustria, secondo le dichiarazioni di alcuni pentiti come scrive La Repubblica sarebbe anche al centro di un'inchiesta a Catania in seguito ad una denuncia. Assieme ad Ivan Lo Bello, Antonello Montante è stato tra gli artefici del codice etico e della svolta anti racket di Confindustria è stato designato componente dell'Agenzia nazionale per i beni confiscati, su proposta del ministero dell'Interno.

“Siamo vicini al presidente di Confindustria Sicilia, Antonello Montante, al quale rinnoviamo la nostra stima e la nostra fiducia”. A dichiararlo è Filippo Ribisi, coordinatore del ‘Tavolo Permanente Regionale per la Crescita e lo Sviluppo’ composto dalle associazioni di categoria Agci, Claai, Cna, Casartigiani, Confagricoltura, Confapi, Confartigianato, Confcooperative, Confesercenti e Confcommercio. “È bene ricordare – prosegue Ribisi – che è proprio grazie alla Confindustria di Montante e Lo Bello se le imprese siciliane hanno rialzato la testa e hanno avuto la forza di ribellarsi al giogo della mafia. Ma in quest’Isola chi colpisce interessi economico-mafiosi finisce, spesso, per attirare ritorsioni e vendette. Grazie soprattutto all’impegno di Montante e alla sua azione ultradecennale, tutte le imprese sane oggi hanno la possibilità di vivere di libero mercato. Per questo invitiamo Montante a continuare nel suo lavoro, con l’impegno di sempre”.

Antonello Montante è stato confermato alla guida di Confindustria in Sicilia per il prossimo biennio. Lo ha deliberato, all’unanimità, la Giunta che si è riunita a Palermo. Confermati anche i quattro vicepresidenti: Giuseppe Catanzaro; Domenico Bonaccorsi di Reburdone; Ivo Blandina; e Antonino Salerno, che mantiene anche l’incarico di Tesoriere.

Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, in una intervista all'ANSA si è detto "sorpreso dalle anticipazioni a mezzo stampa che riguardano Antonello Montante, un imprenditore che ha deciso da tempo di schierarsi nella lotta contro la mafia rischiando in prima persona. La magistratura, la sola fonte a cui spetta di informare delle indagini in corso, si pronunci al più presto sull'effettivo stato dei fatti", ha detto Squinzi.

Antonello Montante, presidente di Confindustria Sicilia e responsabile nazionale Legalità, nominato all'Agenzia dei beni confiscati, simbolo della "rivolta antimafia" delle imprese in Sicilia, che le testimonianze di alcuni pentiti rese alle procure di Caltanissetta e Catania  su rapporti con la criminalità organizzata (alcune foto lo ritrarrebbero assieme a figli di boss, suoi compagni di classe), si difende: "E' una campagna di delegittimazione".

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