Franco Battiato. Un’altra vita: la mostra-evento nel nome di un artista che ha segnato la storia della musica italiana

Da domani al 26 aprile 2026 al MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo   Franco Battiato .  Un’altra vita la mostra-evento nel segno di uno dei più amati artisti che ha segnato in modo unico e innovativo la storia della musica italiana     Roma, 30 gennaio 2026  –  Da domani e fino al 26 aprile 2026, lo Spazio Extra del MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo  ospita  Franco Battiato. Un’altra vita , la mostra-evento dedicata a uno dei più grandi protagonisti della cultura italiana contemporanea, a cinque anni dalla sua scomparsa.   Coprodotta dal  Ministero della Cultura  e dal  MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo , la mostra è curata da  Giorgio Calcara  con  Grazia Cristina Battiato  ed è organizzata da  C.O.R. Creare Organizzare Realizzare  di  Alessandro Nicosia , in collaborazione con la  Fondazione Franco Battiato ETS .   Attraverso ricordi, materia...

MONI OVADIA E’ RIUSCITO A FAR PARLARE EURIPIDE IN LINGUA SICILIANA

Moni Ovadia il prossimo 15 maggio, al Teatro Greco di Siracusa, presenta la tragedia di EURIPIDE “Le Supplici”, cantata e recitata in Lingua Siciliana. Una traduzione in Siciliano che, fra gli altri precedenti, ha quello di D’ANNUNZIO, che fece rappresentare, appunto, in Siciliano la sua tragedia “La figlia di Iorio”
Palermo, 28 Aprile 2015 - Gli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu esprimono apprezzamento e gratitudine per la decisione di MONI OVADIA di mettere nel programma dell’INDA, per il prossimo 15 maggio, nel Teatro Greco di Siracusa, la tragedia di ESCHILO “Le Supplici”, che sarà cantata e recitata in Lingua Siciliana, avvalendosi della traduzione di Mario INCUDINE e di Pippo “Kaballa” RINALDI. Una traduzione in Siciliano che, fra gli altri precedenti, ha quello di D’ANNUNZIO, che fece rappresentare, appunto, in Siciliano la sua tragedia “La figlia di Iorio”, per verificarne a pieno la drammaticità.

L’FNS “Sicilia Indipendente” trova, nella specifica scelta di Moni Ovadia, un insperato aiuto nella riproposizione e nella salvaguardia della Lingua e (perché no?) dei Canti della Sicilia. Grande patrimonio culturale, questo, oggi particolarmente a rischio, anche perché da tempo nel mirino di quanti puntano alla deculturazione, alla desicilianizzazione e all’alienazione culturale del Popolo Siciliano. Soprattutto per lasciare più facilmente irrisolta la QUESTIONE SICILIANA, che è anche “questione” di colonialismo culturale, oltre che economico e politico.

Insomma: un’opera - quella di Moni Ovadia e degli illustri traduttori - che restituisce voce e ruolo a quella Sicilianità che non vuole che si disperdano le proprie radici e che – contemporaneamente – vuole reincontrare e riabbracciare tutti i Popoli del Mediterraneo e del Mondo.

Giuseppe Scianò

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