Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

CARONIA: MEZZA TONNELLATA DI PRODOTTI ALIMENTARI AVARIATI SEQUESTRATI E DISTRUTTI DAI CC

Caronia (Me), 19/05/2015 - Continuano i controlli della Compagnia Carabinieri di S. Stefano di Camastra che questa volta hanno interessato l’area di Caronia. Le attività svolte hanno visto impegnato personale dell’Arma territoriale e del N.A.S. di Catania e sono state rivolte ad alcuni stabilimenti locali di trasformazione di prodotti alimentari. L’obiettivo dell’attività era tutelare i consumatori da alimenti venduti in zona come prodotti genuini. Il primo controllo ha riguardato un’ azienda agricola zootecnica di Caronia (ME),che si è concluso con il deferimento all’A.G. in stato di libertà, del gestore dell’ azienda zootecnica: M.G. , 45enne. Alle prime luci dell’alba i Carabinieri, dopo aver spiegato all’allevatore il motivo della loro visita, hanno potuto constatare che il medesimo aveva arbitrariamente adibito un capannone a caseificio, sprovvisto di autorizzazione, anche sanitaria.

Si accertava inoltre che gli alimenti caseari erano prodotti senza il rispetto delle più comuni norme igienico sanitarie per la tutela della salute pubblica.
La presenza dei NAS, collaborati dall'Arma territoriale, ha permesso, di appurare la presenza di circa 353 kg di prodotti caseari corrispondenti a decine di forme di formaggio, di 20 litri di siero e di 50 litri di latte in cattivo stato di conservazione ed invasi da muffe e parassiti (per un approssimativo valore commerciale di € 5.000,00.),prodotti di cui veniva disposta l'immediata distruzione tramite ditta convenzionata.

All’allevatore, in ragione di ciò, oltre l’abusivismo edilizio, venivano contestate le violazioni penali attinenti gli alimenti in cattivo stato di conservazione (art. 5 lett. b l. 283/1962) e la presenza di muffa e parassiti (art. 5 lett. d l. 283/1962). Tutte le strutture in uso a M. G. risultavano prive del nulla osta antisismico (artt. 17 e 18 L. 64/1974) e della concessione edilizia (art. 44 D.P.R. 380/2001) e così si è proceduto a deferirlo alla A.G. competente anche per queste violazioni. Nel medesimo contesto operativo, i militari verificavano un attiguo immobile dove rilevavano solamente le predette violazioni penali in materia urbanistica a carico di M.A., 48enne, fratello del primo, anch’egli allevatore.

La attività odierna si inserisce in un più ampio contesto d’interventi pianificati dall’Arma Stefanese che, interessando il settore agroalimentare della zona, hanno permesso nell’ ultimo semestre non solo di conseguire concreti risultati - con il sequestro di carni e prodotti agro alimentari segnalando all’A.G. la responsabilità di organi preposti al controllo ed aziende agricole –, ma anche di concorrere alla prevenzione di rischi per la salute. I controlli saranno ripetuti nell’intento d’escludere ogni possibilità d'immissione in commercio di alimenti di dubbia provenienza o nocivi per la salute umana.

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