Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

PRECARI ENTI LOCALI, PROSEGUE L’IMPEGNO PER LA SALVAGUARDIA DEI DIRITTI

I contratti quinquennali scadranno il prossimo 30 giugno
Messina, 12 maggio 2015 - Stamane i precari siciliani degli Enti locali hanno manifestato per chiedere la definitiva stabilizzazione dopo un ventennio di precariato nelle pubbliche amministrazioni isolane. I lavoratori di Messina, Catania, Ragusa e Siracusa si sono concentrati nel capoluogo peloritano e all’appuntamento, fissato a Piazza Antonello, erano presenti anche i dipendenti precari di Palazzo dei Leoni.
In merito alla manifestazione odierna il Commissario Straordinario, dott. Filippo Romano, ha assicurato che la Provincia Regionale di Messina si sta prodigando per salvaguardare i diritti dei contrattisti e per favorire, nell’immediato, almeno una proroga semestrale dei contratti quinquennali, in scadenza il 30 giugno 2015, in modo da consentire il completamento dell’anno in corso e, conseguentemente, porre le basi per un’equa soluzione nell’anno 2016, una volta chiarito il futuro delle Province con la legge che dovrà riordinare gli enti intermedi.

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