Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

APPALTI: APPROVATA ALL’ARS LA LEGGE, MA È A RISCHIO INCOSTITUZIONALITA'

Palermo, 7 lug. 2015 – L'Assemblea regionale siciliana ha approvato il disegno di legge di un solo articolo che modifica la normativa regionale per l'aggiudicazione degli appalti pubblici. Il ddl e' diventato legge con 46 voti favorevoli e uno contrario, ma per molti sussiste il rischio concreto, che, entrando questa in contrasto con il codice nazionale degli appalti, e non avendo la Regione competenza esclusiva in materia, venga dichiarata incostituzionale. Posizioni contrastanti nel gruppo del Pd: il capogruppo del Baldo Gucciardi pochi minuti prima del voto aveva annunciato che avrebbe disertato il voto, ma diversi democratici hanno contribuito all'approvazione del ddl. La norma era stata bocciata dall'ufficio legislativo dell'Assemblea regionale siciliana, ma la presidenza dell'Ars aveva rinviato ogni decisione all'Aula che ha fatto scattare il disco verde. Nella nota gli uffici spiegano che "continuano a persistere i profili di criticita' gia' espressi, relativamente alla scelta della Regione di discostarsi dalla normativa statale in tema di qualificazione e selezione dei concorrenti, procedure di affidamento e criteri di aggiudicazione".

Prima del voto della norma sostenuta dalle opposizioni e che ha spaccato la maggioranza, Sala d'Ercole aveva respinto con voto quasi unanime la pregiudiziale di costituzionalita' presentata dal presidente della prima commissione Affari istituzionali Antonello Cracolici. Il deputato del Pd ha parlato di "procedura inusuale che delegittima la presidenza dell'Ars. In maniera pilatesca la presidenza ha deciso di rimettersi all'Aula, mentra avrebbe dovuto dichiarare la norma inammissibile". Secondo Cracolici "si sta introducendo un precedente grave, la presidenza non potra' piu' richiamarsi a profili di incostituzionalita'. Mi chiedo quali pressioni ci sono. La Regione ha competenza limitata sulla modifica degli appalti pubblici e ora si determinera' una situazione di paralisi del settore". (AGI) .




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