2 Giugno, i sindaci siciliani a Roma per gli 80 anni della Repubblica

2 Giugno, delegazione di sindaci siciliani a Roma per gli 80 anni della Repubblica.  Anci Sicilia: “Una celebrazione per la libertà, la democrazia e la solidarietà”   Palermo, 2 giu 2026 - Una delegazione di sindaci siciliani, guidata dal presidente di Anci Sicilia, Paolo Amenta, partecipa oggi a Roma alle celebrazioni della Festa della Repubblica e alla tradizionale parata del 2 giugno, nell’ottantesimo anniversario della nascita della Repubblica Italiana. Come avviene ormai da diversi anni, saranno proprio i sindaci italiani ad aprire la parata ai Fori Imperiali, a testimonianza del ruolo che i Comuni e le autonomie locali svolgono quali istituzioni più vicine ai cittadini e presìdi fondamentali della vita democratica del Paese. “Ricorre quest’anno l’ottantesimo anniversario della Repubblica, una celebrazione che richiama i valori di libertà, democrazia, partecipazione e solidarietà sui quali si fonda il nostro Paese”, dicono il presidente di Anci Sicilia Paolo Amenta (sinda...

REGIONE SICILIANA: SALVARE IL SALVABILE, A PARTIRE DAGLI APPANNAGGI DELLA CASTA

La nota dei deputati regionali del Nuovo CentroDestra, onorevoli Nino Germanà e Vincenzo Vinciullo, sull'allarme conti della Regione Sicilia e la possibile bocciatura di alcune norme della Legge di Stabilità attualmente al vaglio della Corte dei Conti che domani si esprimerà in merito

Palermo, 02/07/2015 - “La situazione è critica e questa criticità è evidente e palese, così come le responsabilità che hanno portato a questo punto, ma va da sé che, prima di iniziare una gara a chi accusa prima e meglio, bisogna far fronte unico per salvare il salvabile!”, così i deputati regionali Ncd, onorevole Nino Germanà e onorevole Vincenzo Vinciullo, commentano la situazione finanziaria della Regione, in queste ore al vaglio del Ministero e della Corte dei Conti.
“Le notizie che arrivano da Roma spesso parlano il politichese e quindi se da un canto sembrano rassicuranti, dall'altro è chiaro che non lo sono.

Lo spauracchio della bocciatura dei nodi essenziali della nostra legge di stabilità non è roba da poco e il verificarsi di un tale scenario cagionerebbe danni tremendi all'intera Isola, ai suoi abitanti, ai lavoratori degli enti pubblici siciliani. Comunque la si metta, ci troviamo davanti un ginepraio pericolosissimo dal quale abbiamo bisogno di venire fuori. Guardando alla realtà delle cose e alle cronache di questi ultimi anni, sarebbe legittimo aspettarsi dallo Stato l'attuazione di misure straordinarie per la nostra terra, simili a quelle poste in essere in altri casi, ultimo in ordine di tempo e di clamore, quello di Roma Capitale. Del resto, questa potrebbe essere la chance migliore per evitare il tracollo dell'Isola considerato che la massa debitoria del pachiderma Sicilia sembra aggirarsi intorno ai 7/8 miliardi. E con numeri come questi la sola ipotesi di rientrare è fantascientifica.

Salvare la Sicilia e la sua economia dovrebbe essere adesso una priorità e, considerata la complessità della situazione nostrana, di regione a statuto speciale ma pur sempre subordinata a certi diktat nazionali, specie visto che in assenza del Commissario dello Stato siamo sotto tutela dello Stato centrale, proponiamo che sia proprio quest'ultimo a trovare una soluzione che sia di salvaguardia per la nostra condizione”, concludono i parlamentari.

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