Varietà vegetali protette: dalla Sicilia una sentenza storica per l'Italia

  Dalla Sicilia una sentenza storica per l'Italia: la Corte di Cassazione conferma la responsabilità per riproduzione illegale di varietà vegetali protette Confermata la responsabilità civile di un produttore e di un vivaista che avevano riprodotto e commercializzato una varietà di pomodoro coperta da brevetto comunitario Ragusa, 3 marzo 2026 -  La Corte di Cassazione, con una sentenza pubblicata qualche giorno fa, ha confermato la responsabilità civile di un produttore e di un vivaista della provincia di Ragusa per la riproduzione e commercializzazione abusiva di varietà di pomodoro protette da brevetto comunitario. Si tratta di una importante nuova pronuncia della Suprema Corte in sede penale in materia di violazione di privative vegetali. La decisione rappresenta un passaggio di rilievo per l’intera filiera orticola e per il settore vivaistico, ribadendo con chiarezza che la tutela dei diritti di proprietà industriale in agricoltura costituisce una priorità e che le violazi...

REGIONE SICILIANA: SALVARE IL SALVABILE, A PARTIRE DAGLI APPANNAGGI DELLA CASTA

La nota dei deputati regionali del Nuovo CentroDestra, onorevoli Nino Germanà e Vincenzo Vinciullo, sull'allarme conti della Regione Sicilia e la possibile bocciatura di alcune norme della Legge di Stabilità attualmente al vaglio della Corte dei Conti che domani si esprimerà in merito

Palermo, 02/07/2015 - “La situazione è critica e questa criticità è evidente e palese, così come le responsabilità che hanno portato a questo punto, ma va da sé che, prima di iniziare una gara a chi accusa prima e meglio, bisogna far fronte unico per salvare il salvabile!”, così i deputati regionali Ncd, onorevole Nino Germanà e onorevole Vincenzo Vinciullo, commentano la situazione finanziaria della Regione, in queste ore al vaglio del Ministero e della Corte dei Conti.
“Le notizie che arrivano da Roma spesso parlano il politichese e quindi se da un canto sembrano rassicuranti, dall'altro è chiaro che non lo sono.

Lo spauracchio della bocciatura dei nodi essenziali della nostra legge di stabilità non è roba da poco e il verificarsi di un tale scenario cagionerebbe danni tremendi all'intera Isola, ai suoi abitanti, ai lavoratori degli enti pubblici siciliani. Comunque la si metta, ci troviamo davanti un ginepraio pericolosissimo dal quale abbiamo bisogno di venire fuori. Guardando alla realtà delle cose e alle cronache di questi ultimi anni, sarebbe legittimo aspettarsi dallo Stato l'attuazione di misure straordinarie per la nostra terra, simili a quelle poste in essere in altri casi, ultimo in ordine di tempo e di clamore, quello di Roma Capitale. Del resto, questa potrebbe essere la chance migliore per evitare il tracollo dell'Isola considerato che la massa debitoria del pachiderma Sicilia sembra aggirarsi intorno ai 7/8 miliardi. E con numeri come questi la sola ipotesi di rientrare è fantascientifica.

Salvare la Sicilia e la sua economia dovrebbe essere adesso una priorità e, considerata la complessità della situazione nostrana, di regione a statuto speciale ma pur sempre subordinata a certi diktat nazionali, specie visto che in assenza del Commissario dello Stato siamo sotto tutela dello Stato centrale, proponiamo che sia proprio quest'ultimo a trovare una soluzione che sia di salvaguardia per la nostra condizione”, concludono i parlamentari.

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