“Liberi di scegliere”, al Pagliarelli un incontro per dare un orizzonte a chi sconta una pena in carcere

Al carcere Pagliarelli incontro “Liberi di scegliere” con presidente commissione Antimafia Ars.  “Il carcere è un pezzo di città che non può essere abbandonato. Iniziative come queste servono a stimolare la voglia di cambiare in chi è 'dentro' facendolo sentire meno solo e dando una seconda possibilità”.   Palermo, 12 giugno - Dare un orizzonte di cambiamento a chi sconta una pena in carcere: è questo il senso dell'iniziativa “Liberi di scegliere”, ispirata alla legge approvata dall'Ars che aiuta il reinserimento di madri e minori lontano dai contesti mafiosi di provenienza, che possono così costruire un'alternativa a un destino già segnato.  All'incontro tra rappresentanti delle istituzioni e un centinaio di detenuti, previsto per lunedì 15 giugno alle ore 9.30 alla casa circondariale Pagliarelli, interverrà il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici.  “Le carceri non possono essere luoghi di promozione dei 'valori' della c...

STRAGI DI MIGRANTI: MUOIONO A CENTINAIA PERCHÈ NON ESISTONO ROTTE LEGALI, LA POLITICA DELL’EUROPA È FALLIMENTARE

52 persone sono morte perchè non esistono rotte legali e sicure. Quando l'Europa cambierà le sue politiche mortali? Questi morti mostrano che le operazioni di ricerca e soccorso sono solo un palliativo, una soluzione temporanea rispetto alla politica fallimentare dell’Europa. Il solo modo per porre realmente fine a queste tragedie è creare vie sicure e legali

28/08/2015 - Medici Senza Frontiere testimonia di migranti morti a causa delle ferite riportate sul barcone 'della morte' nel corso della traversata verso l'Italia, accoltellati e bastonati perchè non uscissero dalla stiva nella quale erano stati rinchiusi. Le esalazioni dei gas di scarico del motore hanno lasciato morire i migranti, deceduti nella stiva del barcone poi soccorso dal pattugliatore svedese Poseidon, che ieri sera è approdato nel porto di Palermo con a bordo 571 persone e 52 cadaveri. Le testimonianze dei sopravvissuti sono state raccolte da Unhcr e Medici senza frontiere, che così racconta gli orrori del viaggio:

"Ieri mattina la My Phoenix, nave dell’operazione congiunta MSF e MOAS, ha assistito la nave della guardia costiera svedese, Poseidon, che aveva appena salvato un numero stimato di 450 persone da un’imbarcazione di legno. Lo staff di MOAS ha distribuito i giubbotti di salvataggio e l’equipe medica di MSF ha assistito le persone a bordo dato che c’erano molti casi critici. Un medico e un’infermiera di MSF sono andati nella stiva della barca, dove hanno letteralmente sollevato le teste fuori dall’acqua in cui galleggiavano i corpi per verificare se fossero vivi.

Un paziente in condizioni critiche per aver probabilmente inalato del gasolio nella stiva è stato curato nella clinica a bordo della MY Phoenix e poi evacuato con l’elicottero per ricevere ulteriori cure a terra. Proprio in quel momento è apparsa una seconda barca di legno con 565 persone e il team di MOAS ha avviato subito le operazioni di salvataggio. Più di 415 persone sono state portate a bordo della My Phoenix, che è arrivata alla sua capacità massima, mentre le altre 150 sono state prese a bordo della Poseidon. Mentre questo salvataggio era in corso, è arrivato un gommone con circa 100 persone a bordo. Lo staff del MOAS ha trasferito tutti sulla nave italiana nelle vicinanze.

“Ieri 52 persone sono morte perchè non esistono rotte legali e sicure. Quando l'Europa cambierà le sue politiche mortali? Questi morti mostrano che le operazioni di ricerca e soccorso sono solo un palliativo, una soluzione temporanea rispetto alla politica fallimentare dell’Europa. Il solo modo per porre realmente fine a queste tragedie è creare vie sicure e legali per consentire a queste persone, costrette a fuggire da guerre e povertà, di trovare sicurezza senza rischiare la vita” dichiara Loris De Filippi, presidente di MSF Italia.

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