Varietà vegetali protette: dalla Sicilia una sentenza storica per l'Italia

  Dalla Sicilia una sentenza storica per l'Italia: la Corte di Cassazione conferma la responsabilità per riproduzione illegale di varietà vegetali protette Confermata la responsabilità civile di un produttore e di un vivaista che avevano riprodotto e commercializzato una varietà di pomodoro coperta da brevetto comunitario Ragusa, 3 marzo 2026 -  La Corte di Cassazione, con una sentenza pubblicata qualche giorno fa, ha confermato la responsabilità civile di un produttore e di un vivaista della provincia di Ragusa per la riproduzione e commercializzazione abusiva di varietà di pomodoro protette da brevetto comunitario. Si tratta di una importante nuova pronuncia della Suprema Corte in sede penale in materia di violazione di privative vegetali. La decisione rappresenta un passaggio di rilievo per l’intera filiera orticola e per il settore vivaistico, ribadendo con chiarezza che la tutela dei diritti di proprietà industriale in agricoltura costituisce una priorità e che le violazi...

MESSINA, LETTERA APERTA AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA SULL’ALLARMANTE E TRAGICA SITUAZIONE DEL CARCERE DI GAZZI

Lettera aperta al Sottosegretario di Stato al ministero della Giustizia Cosimo Ferri, al fine di segnalare ulteriormente l’allarmante e tragica situazione gestionale ed organizzativa del carcere messinese Gazzi
Messina, 02/12/2015 - Ill.mo dott. Cosimo Ferri, il nostro Movimento, a seguito di diverse segnalazioni, ha sentito il bisogno di indirizzarLe la presente, al fine di segnalare ulteriormente l’allarmante e tragica situazione gestionale ed organizzativa del carcere messinese Gazzi.
La nostra attenzione, al di là dell’arcinoto problema del sovraffollamento di detenuti e delle relative condizioni all’interno dell’istituto penitenziario, si concentra sulle difficoltà lavorative del corpo di polizia penitenziaria applicato alla struttura, in palese carenza numerica e disattenzionata nelle proprie esigenze organizzative e lavorative.
Caratterizzante la suddetta situazione di estremo disagio, il numero di turni inadeguati agli standard nazionali, che costringono i poliziotti penitenziari ad una turnazioni dei propri orari di lavoro, decisamente superiori agli standard previsti, con la media di 2 ore in più per turno.

Ad aggravare il quadro di carenza organica, la creazione del nucleo traduzioni e piantonamento detenuti, che prima era affidato ai carabinieri e ad altri nuclei operativi, e che oggi è prerogativa esclusiva della polizia penitenziaria. Quanto sopra, costringe, per ciò che si è anche appreso dalla stampa locale, a vedere interi reparti carcerari anche con oltre 100 detenuti, assistiti e vigilati da un unico agente e non dal numero previsto dagli standard europei, ovviamente tutto questo a discapito della sicurezza di agenti e detenuti. Allarmante anche la situazione dei mezzi in uso alle guardie carcerari per i diversi servizi e trasferimenti, molti dei quali risultano vetusti ed al limite dell’utilizzabilità.

Ma l’elemento che più ci ha allarmato e che di conseguenza ci auguriamo possa trovare riscontro nella Sua attività di Governo, è l’assenza totale di supporto e assistenza psicologica per i poliziotti penitenziari, nonostante l’allarmante situazione dei vari istituti penitenziari italiani e l’inquietante pericolo, tristemente noto negli ultimi anni, di suicidi tra gli agenti.
Nelle diverse relazioni sulle strutture carcerarie nazionali, non è raro scorgere notizia che buona parte dei poliziotti penitenziari soffrono, causa lavoro, di diversi disturbi cronici come gastrite, esaurimento nervoso e quindi spesso in malattia per causa di servizio.
Quanto sopra riportato, dovrebbe far riflettere tutti circa l’indispensabile servizio che le guardie carcerarie svolgono per garantire sicurezza e rieducazioni della popolazione carceraria, e quindi ingiustificabile lo stato di abbandono e trascuratezza in cui sono costretti ad operare, al limite della sopportazione e mettendo quotidianamente a repentaglio la propria vita per tentare di mantenere ordine nella sovraffollata struttura messinese.

Ed a poco servono gli sporadici sopralluoghi e colloqui con chi lavora in carcere degli psicologi inviati dal Ministero, se non sono frutto di un progetto di assistenza e supporto psicologico offerto ai dipendenti carcerari in maniera permanente.
Consapevoli della Sua competenza in materia e della sensibilità mostrata negli anni dei Suoi mandati governativi, l’invito del Movimento Liberi Insieme ad intervenire per far ripristinare i parametri standard di sicurezza nel carcere Gazzi e l’opportuna serenità lavorativa per i dipendenti tutti della struttura penitenziaria, da troppi anni ostaggi di politiche nazionali distratte e non sempre riguardose ed adeguate all’importante ruolo che questi agenti di polizia quotidianamente svolgono.

Il Capo Gruppo M.L.I.
Roberto Cerreti

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