Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

SINDACI DELLA SICILIA PREOCCUPATI PER IL COMPLETAMENTO DELLE OPERE PUBBLICHE FINANZIATE CON FONDI DELL’UE 2007/2013

18/12/2015 - C’è preoccupazione tra i Sindaci della Sicilia per le difficoltà che ci sono nel completamento delle opere pubbliche finanziate con fondi dell’Unione europea con la programmazione 2007/2013, per le quali, entro il 31 dicembre bisognerà chiudere i lavori, effettuare i pagamenti e fare la relativa rendicontazione. Tale situazione si è determinata non per responsabilità dei comuni, ma è stata prodotta da una serie di difficoltà oggettive. Così, una cinquantina di amministratori delle diverse province dell’Isola, hanno inviato una lettera al Presidente della Regione, all’Assessore Regionale all’Economia, al Dirigente del Dipartimento Regionale della Programmazione e ai Presidenti delle Commissioni parlamentari dell’Ars, Bilancio e programmazione ed Esame delle Attività dell'Unione Europea.

“In primo luogo – hanno scritto i sindaci nella lettera inviata alla Regione – vi sono decreti di finanziamento emessi nel corso del corrente anno i quali, specie quando era necessario il cofinanziamento, non essendo stati i comuni nella condizione di approvare i bilanci di previsioni per l’esercizio finanziario 2015, hanno impedito alle stazioni appaltanti di avviare con celerità le procedure di gara. Tutto questo, in tantissimi enti, ha determinato l’impossibilità di completare le opere e procedere, come prescritto, entro il prossimo 31 dicembre, alla liquidazione e rendicontazione delle stesse.

Tale circostanza – si legge ancora nella richiesta degli amministratori comunali – rischia di compromettere irrimediabilmente la stabilità finanziaria degli enti locali i quali, non solo dovranno completare a proprie spese le opere già appaltate, ma avranno l’obbligo di farsi carico, con i rispettivi bilanci, di sostenere le spese per lavori eseguiti ma non pagati e quindi non rendicontabili”.
La missiva si conclude con la richiesta di un incontro e con l’apertura di un tavolo di concertazione, nel corso del quale saranno esplicitate meglio le ragioni oggetto della richiesta.

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