Senza dimora, la strage silenziosa: 414 morti nel 2025 in Italia, 17 in Sicilia

414 morti senza dimora nel 2025. In Sicilia 17. A gennaio il censimento. Quante sono le persone senza dimora?  Nel 2025 in Italia  hanno perso la vita in strada 414 persone senza dimora. Anche la Sicilia, con 17 decessi rilevati, è parte di questa strage silenziosa , che vede l’età media delle vittime fermarsi a soli 46,3 anni, oltre 35 anni in meno rispetto alla media nazionale. 9 genn 2026 - Ma quante sono in totale le persone senza dimora? Come vivono, quali le loro condizioni e le loro necessità?  A queste domande si proverà a rispondere con il censimento e la conta nazionali, previsti a fine mese nelle 14 città metropolitane, fra cui Palermo, Catania e Messina.  L'azione, promossa da Istat e coordinata da fio.PSD - Federazione italiana degli organismi per le persone senza dimora - è in programma il 26, 28 e 29 gennaio, con il supporto di migliaia di volontari in tutta Italia. Nelle tre città siciliane servono ancora volontari e volontarie , che previa una adegua...

IL MONDO DEL LAVORO COME IL CAMPIONATO DI CALCIO, SERIE A E SERIE B

Nota del Segretario Generale della UILPA, Nicola Turco
12/02/2016 - “Nel corso dell’iter per la conversione in legge, il decreto mille proroghe ha ampliato la platea dei destinatari della previsione introdotta in sede di legge di stabilità, concernente la possibilità di attivare il part time su base volontaria per i lavoratori del settore privato, che si trovano a non più di tre anni dalla pensione, senza alcuna penalizzazione dal punto di vista previdenziale. Ebbene - dichiara in una nota il Segretario Generale della Uilpa Nicola Turco - nell’esprimere il più ampio apprezzamento rispetto a tale forma di flessibilità pensionistica, non possiamo non rilevare che ancora una volta i lavoratori pubblici risultano discriminati, non essendo ricompresi nel novero dei soggetti beneficiari di tale opzione”.
“Anzi – aggiunge Turco – nella Riforma Madia è prevista una specifica delega attraverso la quale dovrà essere disciplinata la facoltà per le pubbliche amministrazioni di promuovere il ricambio generazione mediante una riduzione dell’orario di lavoro per i dipendenti prossimi alla pensione, la cui salvaguardia economica dal punto di vita previdenziale potrà essere garantita esclusivamente attraverso la contribuzione volontaria, senza oneri a carico della finanza pubblica”.

In sostanza, mentre si continua a dibattere sull’armonizzazione delle norme che regolano il lavoro pubblico e quello privato – prosegue il Segretario Generale della Uilpa – i dipendenti pubblici continuano ad essere trattati come dipendenti di serie B. Non si rinnovano i contratti, fermi da ben 7 anni, si tagliano uffici e posti di lavoro, si attivano forme coattive di mobilità che possono determinare anche il mancato ricollocamento del dipendente, non si attuano azioni positive per garantire il turnover mentre si realizzano politiche di flessibilità previdenziale improponibili e assolutamente inidonee a consentire la tanto decantata “staffetta generazionale”.
“Nel contempo impazza l’attacco mediatico al mondo del lavoro pubblico, attraverso la demonizzazione di presunti privilegi di cui i fatti dimostrano sistematicamente l’assoluta inconsistenza. Continua insomma la politica del “divide et impera”, con l’intento di generare conflitti e ostilità nel mondo del lavoro. Conclude Turco: “Noi continueremo a denunciare ingiustizie, ineguaglianze e discriminazioni affinché i cittadini possano conoscere la reale situazione in cui versano il pubblico impiego ed il mondo dei servizi pubblici, i cui livelli minimi di qualità e quantità sono ormai a serio rischio a causa delle azioni e degli interventi maldestri di una politica fatta di “slide” e non di reali capacità e competenze”.

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