Pesce liocorno: a Milazzo un pesce raro che "sembra uscito dalla mitologia"

Straordinario spiaggiamento di un rarissimo Pesce liocorno (Lophotus lacepede) a Milazzo. Un pesce raro che "sembra uscito direttamente dalla mitologia" è stato ritrovato sulle coste siciliane. Nel momento in cui è arrivato a riva, ha rilasciato un liquido denso da una sacca sul suo corpo, un comportamento difensivo che ricorda quello dei cefalopodi 15/02/2026 - Una rara e impressionante creatura marina abissale è stata recentemente ritrovata spiaggiata sulle coste della Sicilia, suscitando l'interesse di scienziati e residenti. Lo spiaggiamento è avvenuto sulla spiaggia del Circolo del Tennis e della Vela Milazzo, proprio davanti al mio centro immersioni (il Capo Milazzo Diving Center). Si tratta del cosiddetto pesce lacepede (Lophotus lacepede) detto anche liocorno, una specie che raramente compare nel Mediterraneo e che assomiglia più a una creatura mitologica che a un pesce comune. L'animale è stato avvistato giovedì sulla spiaggia di Milazzo. Secondo il biologo C...

MOKARTA: IN UN LIBRO LE ORIGINI DEL GRANDE SUCCESSO DEL BRANO DEI KUNSERTU

* Il volume è Le più belle canzoni siciliane d’autore di Mimmo Mòllica (Amazon), che pubblica i testi delle canzoni e dei brani musicali d’autore, da Franco Battiato a Domenico Modugno, da Carmen Consoli a Giuni Russo, a Tony Cucchiara e Rosa Balistreri. Mòllica ripubblica brani celebri, come Mokarta, spiegandone le origini popolari. Al gruppo messinese dei Kunsertu il merito di averne fatto un brano esemplare, di grande successo in tutto il mondo

28/02/2016 - Le più belle canzoni siciliane d’autore è il secondo volume di Mimmo Mòllica dedicato al repertorio siciliano di canzoni di musica leggera, come in tempi moderni la Società Autori ed Editori ha denominato tale repertorio, distinguendolo da quello che invece definisce “musica seria”.

In Le più belle canzoni siciliane d’autore, Mòllica raccoglie e commenta i testi delle canzoni e dei brani musicali d’autore, da Franco Battiato a Domenico Modugno, da Carmen Consoli a Giuni Russo, a Tony Cucchiara e Rosa Balistreri. Mimmo Mòllica (ri)pubblica canzoni celebri, come Mokarta, brano di provenienza 'popolare', portato al dal gruppo messinese dei Kunsertu, ma pure i testi di canzoni 'classiche' del repertorio musicale siciliano, come Mamma non mi mannati a lu mulinu, E vui durmiti ancora, etc, già presenti nel suo precedente volume Le più belle canzoni siciliane (Armenio Editore).

Dalle canzoni di Domenico Modugno a quelle di Franco Battiato e Rosa Balistreri, Mimmo Mòllica arricchisce il volume con interi capitoli dedicati a grandi maestri della letteratura, della poesia e dello spettacolo, da Andrea Camilleri a Ignazio Buttitta, da Gesualdo Bufalino a Tony Cucchiara, I Cavernicoli e Dacia Maraini, che nel suo romanzo La grande festa (Rizzoli, 2011), cita il “il bel libro curato da Mimmo Mòllica, Le più belle canzoni siciliane” e ne (ri)pubblica alcuni testi “non edulcorati da stupidi compiacimenti hollywoodiani”, come scrive nel suo romanzo la Maraini.
Kunsertu è il nome del gruppo musicale siciliano fondato a Messina con le voci leader di Pippo
Barrile (messinese) e Faisal Taher (palestinese). Il brano Mokarta è ormai entrato tra i classici della canzone siciliana. La band messinese pubblicò nel 1989 la canzone Mokarta, musicalmente scritta da Maurizio Mastroeni e Pippo Barrile, facendone un brano di grande successo e di notevole gusto musicale e letterario, coinvolgente ed assai evoluto dal punto di vista artistico: esemplare!

“Una notturna (una serenata) dedicata a una donna di nome Rosa, il cui testo si ispira a brani classici del repertorio tradizionale colto della musica siciliana, quali E vui durmiti ancora o Rosa fresca aulentissima di Cielo d'Alcamo”. Dopo la pubblicazione del loro terzo lavoro ("Fannan", 1994), il gruppo si è sciolto.

In effetti il testo di questo brano, Mokarta, viene trascritto e pubblicato col titolo Salitana (Nota di Salaparuta) da Alberto Favara, nel suo Corpus di musiche popolari siciliane, a cura di Ottavio Tiby, Palermo, Accademia di Lettere Scienze ed Arti, 1957. Favara pubblica la Nota di Salaparuta attribuendone la referenza a Filippo Tusa (1903), che così ne spiega la memoria: “‘Na vota un prosicutu fu pigghiatu da li sbirri. Iddu ci dumannau, mentri si lu purtavanu, di iri, prima di la càrciara, a cantari ‘nta la strata di la so’ ‘nnamurata. E li sbirri ci lu purtaru".

(Una volta un ricercato fu catturato dagli sbirri. Lui domandò, mentre lo portavano in carcere, di essere condotto prima a cantare sotto la finestra della sua innamorata).

E così il ricercato cantò:

E passu di notti e ti salutu strata,
cu’ ‘na vampa a lu cori e vuci ardita.
(E) puru (ti) salutu a tia, finestra amata,
(e) chi dintra c'è ‘na Rosa culurita.


Rosa chi di li rosi ammuttunata,
Rosa, ha’ tinutu 'mpedi la me’ vita.
Ju ‘sta canzuna la lassu stampata,
ca l’amuri tira chiù di calamita.

(Salitana - nota di Salaparuta)

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