1° Maggio: «Festa del Lavoro», la filastrocca di Mimmo Mòllica

1° Maggio Festa del lavoro. La «Filastrocca del Lavoro» di Mimmo Mòllica racconta in versi e strofe questa importante ricorrenza. E noi la proponiamo a grandi e piccini per celebrare la «Festa del Lavoro e dei Lavoratori».  «Filastrocca del lavoro» di Mimmo Mòllica   Caro babbo che cos’è il lavoro? dei bambini domandano in coro a un papà stanco e pure affannato, dal lavoro appena tornato. Ed il babbo risponde a fatica «serve a vivere, è una regola antica». Ed aggiunge: «… ed inoltre, sapete il lavoro è passione, è volontà e decoro». «E che cosa vuol dire decoro?», ribatterono subito loro. «È nell’opera di un falegname, è Van Gogh, è in un vaso di rame». «È Geppetto e il suo pezzo di legno, è Pinocchio, è Collodi e il suo ingegno, è donare qualcosa di noi senza credersi dei supereroi». «È costruire un gran bel grattacielo, è Gesù quando spiega il Vangelo, compiacersi di quello che fai, è dolersene se non ce l’hai!». Però un tipo iniziò a blaterare: «È pagare la gente per non lavorare, s

MOLINI LO PRESTI DI MILAZZO: UNA TEMATICA ROVENTE, FRAMMENTI DI IDENTITA’ IN RICOMPOSIZIONE

Buca lo schermo Stefano Cuciti, il mugnaio, che negli ultimi trent’anni anni ha sovrinteso i lavori dell’industria molitoria tra le più grandi e potenti della Sicilia come un direttore d’orchestra, con competenza e passione
Milazzo, 4 marzo 2016 - Ieri sera a Cantieri Zeta si è tenuto l’incontro intermedio previsto nell’ambito di MILL_Milazzo call artists, il concorso di arte visiva lanciato da Arte e a Capo con l’intento di riportare in vita la memoria dei Molini Lo Presti di Milazzo. Sono intervenuti tra gli altri due figure storicamente significative, Cristoforo Tramontana, presidente di Mi.Lav., cooperativa degli impiegati che cercò di rilevare l’attività dopo la loro chiusura, e Stefano Cuciti. Sono stati loro a raccontarci che i Molini non riuscivano a soddisfare le richieste del mercato di riferimento pur lavorando 5000 quintali di grano al giorno e, nel loro periodo d’oro, hanno dato lavoro a circa 80 persone a cui bisogna aggiungere l’indotto (porto e trasporti).

“Sentivamo che i mulini in qualche modo ci appartenevano, - afferma Tramontana - ne gestivamo il processo produttivo in tutte le sue fasi, e quando dopo 23 mesi senza retribuzione ci hanno licenziato abbiamo provato un senso di liberazione. Solo allora potevamo prendere l’iniziativa, così è nata l’idea da parte dei 37 impiegati di fondare una cooperativa che continuasse la produzione”.
Sono questi i Molini che crediamo che i cittadini debbano ricordare, un motore per all’economia e un frammento d’identità che Milazzo rischia di perdere per sempre il prossimo 2 maggio quando verranno rimessi all’asta. Una tematica rovente che in questi anni sta attraversando il nostro Paese, quella degli edifici storici che rimangono quindi dimessi e di conseguenza dimenticati, anche a causa della mancanza di fondi sia pubblici che privati capaci di mantenere in vita.

Preziosissima a questo proposito l’esperienza di Pensando Meridiano, associazione nata da un gruppo di studenti della facoltà di Architettura Mediterranea come laboratorio di progetti ad alto tasso di innovatività e coesione sociale, volto alla disseminazione aperta e partecipata delle idee nei luoghi e con le comunità. Antonio Laganà conclude, quindi, l’incontro raccontando come con il progetto di rigenerazione urbana “ReAction City”, lanciato nel 2014 a Reggio Calabria da Pensando Meridiano, si è riusciti a far riviere piazze, borghi, edifici della città attraverso le arti performative, l’informazione, lo stimolo alla progettazione. Per la prima volta proviamo a chiederci cosa significa questo imponente edificio che domina l’arteria urbana per noi cittadini, noi lavoratori, noi portatori di cultura e con questo concorso chiediamo agli artisti, in quanto detentori di un linguaggio immediato ed emozionale, di contribuire a ristabilire un legame tra la città e i Molini.
Il bando scade il 19 marzo prossimo, tutti i dettagli sul sito di Arte E a Capo.

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