“Liberi di scegliere”, al Pagliarelli un incontro per dare un orizzonte a chi sconta una pena in carcere

Al carcere Pagliarelli incontro “Liberi di scegliere” con presidente commissione Antimafia Ars.  “Il carcere è un pezzo di città che non può essere abbandonato. Iniziative come queste servono a stimolare la voglia di cambiare in chi è 'dentro' facendolo sentire meno solo e dando una seconda possibilità”.   Palermo, 12 giugno - Dare un orizzonte di cambiamento a chi sconta una pena in carcere: è questo il senso dell'iniziativa “Liberi di scegliere”, ispirata alla legge approvata dall'Ars che aiuta il reinserimento di madri e minori lontano dai contesti mafiosi di provenienza, che possono così costruire un'alternativa a un destino già segnato.  All'incontro tra rappresentanti delle istituzioni e un centinaio di detenuti, previsto per lunedì 15 giugno alle ore 9.30 alla casa circondariale Pagliarelli, interverrà il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici.  “Le carceri non possono essere luoghi di promozione dei 'valori' della c...

SAVOLDI BELLAVITIS AUTORE DE “IL CONTE”: “NON NE POSSO PIÙ, IMPARATE A VERGOGNARVI”

Milano, 19/03/2016 - "Dopo 15 anni di continue battaglie in tribunali per difendermi dai miei folli e delinquenziali 'consanguinei', permettetemi uno sfogo: non ne posso più di sprecare la mia vita per cause assurde e per le tempistiche elefantiache della giustizia / ingiustizia italiana! Per i lunghissimi, continui e immotivati rinvii, per i giudici arroganti, pigri e indolenti che non fanno alcuna distinzioni tra vittime e carnefici! Il tutto agevola ovviamente le colpevoli controparti, non certo quelle innocenti. Oggi non posso neanche sperare che le condanne di primo grado diventino sentenze poiché i termini sono decaduti. E io che vorrei solo godere delle cose belle che la vita mia ha concesso: la mia vera famiglia e la mia musica! Ma non ci si può arrendere purtroppo. Approfitto allora per dire ai miei immeritevoli consanguinei - che so che mi spiano codardamente con profili di Facebook falsi - che se solo sapessero quanto desidererei essere nato orfano e figlio unico! E dedico loro questo filmato che ricorda a me stesso chi sono e del perché ho dovuto scrivere il mio libro. Mentre spero che aiuti loro a capire chi sono e se ci riusciranno... di imparare a VERGOGNARSI!".

Chi scrive è Klaus Savoldi Bellavitis, autore del recente romanzo “Il Conte”, edito da Armenio Editore, presentato a Milano Giovedì 9 aprile 2015. Claudio "Klaus" Savoldi Bellavitis autore del volume “IL CONTE” (Armenio Editore): un uomo, un artista, una storia.

“Il Conte”, il romanzo diabolico di Klaus Savoldi Bellavitis, apre la nuova stagione editoriale di Armenio Editore, approdato alla grande distribuzione nazionale. Un volume pregnante di una storia vera, ‘forte’ e avvincente, in una veste editoriale raffinata, accuratamente pensata e realizzata dall’editor Ornella Fanzone, curatrice della nuova produzione di Armenio Editore.

Sul settimanale “Oggi” n. 12 del marzo 2015, Livio Colombo riserva a Claudio Savoldi Bellavitis le sue migliori attenzioni di recensore ambito e scrive: “Bellavitis sorprende con un romanzo avvincente e troppo sofferto per non essere vero. Perché il Bellavitis uomo è stufo di battaglie giudiziarie (che pure gli hanno dato ragione dopo lunghi anni), e il Bellavitis scrittore giustamente si vuole consentire gli artifici letterari che rendono ancora più avvincente una storia che, in sé, è da romanzo. Scorrono così le 403 pagine di Il conte (Armenio editore, 20 euro), fluide e incalzanti se non fosse per l’ossessionante, ripetuto contrasto tra bene e male, tra Abele e Caino, tra l’orgoglioso perseguimento di una vita onesta del fratello artista e il diabolico percorso criminale del fratello affarista e rapinatore”.

‘Il Conte’, romanzo di ‘mala nobiltà’ aggiunge alla cronaca milanese e nazionale la ‘verità’ raccontata da uno dei protagonisti autentici, Klaus Savoldi Bellavitis, musicista e crooner apprezzato e piuttosto conosciuto negli ambienti artistici internazionali, sino ad oggi noto alla cronaca per le sue coinvolgenti performances artistiche ed oggi rivelatosi scrittore arguto e credibile, capace di raccontare con profondità e stile quanto fa parte di una cronaca che lui stesso avrebbe preferito non dover raccontare.

Un autore milanese per un editore siciliano, in un volume che racconta l’intreccio mafioso siculo-lombardo in tempi di molto antecedenti alle rivelazioni di Roberto Saviano e dei rapporti dell’antimafia. Un romanzo che inverte la rotta a senso unico della produzione letteraria ‘tradizionale’, a riprova del fatto che, come sostiene Vittorio Sgarbi, “non esiste periferia nell’arte” e l’editoria.

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