Francesca Albanese, Relatrice Speciale ONU per i diritti umani: Acquedolci ospiterà l'incontro online

Acquedolci ospiterà l'incontro online con Francesca Albanese, Relatrice Speciale dell'ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati da Israele.  16/06/2026 - L'iniziativa avverrà il 19 giugno, alla Casa delle culture su maxi-schermo, in collegamento con tutte le oltre 140 piazze italiane che hanno aderito. L'iniziativa partita da due comitati di Milano e Cagliari ha riscontrato l'interesse di molte realtà organizzate della solidarietà e nei movimenti per la Pace, tra le quali ACM e Anbamed. L'incontro inizierà puntuale alle 20.45 e l'intervento di Francesca Albanese avverrà alle 20:50, quindi, si raccomanda la puntualità. L'iniziativa avverrà alla Casa delle Culture,  indirizzo: via Vittorio Emanuele II, 3/5 . 98070 Acquedolci (ME) Data: venerdì 19 giugno 2026 ore 20:30 Ingresso gratuito. Grazie per l'attenzione e l'eventuale pubblicazione. Cordiali saluti Farid Adly

ATO ME2: I 7 LAVORATORI TRASFERITI A SANT’ANGELO GRAVANO SULLA SOCIETÀ D'AMBITO

Lo ha stabilito il Giudice del Lavoro del Tribunale di Patti, Fabio Licata, che si è pronunciato su un ricorso presentato dagli ex dipendenti
S. Angelo di Brolo, 11/05/2016 - Dal 1° aprile, al 19 aprile 2007, è l'Ato Me2 a dovere pagare i 7 lavoratori a suo tempo trasferiti dal Comune di Sant’Angelo alla Società d'Ambito. Lo ha stabilito il Giudice del Lavoro del Tribunale di Patti, Fabio Licata, che si è pronunciato su un ricorso presentato dagli ex dipendenti. Il 14 marzo 2007, dopo oltre due anni dal passaggio dei servizi di igiene ambientale e, quindi, anche della riscossione alla Società d'Ambito, la Giunta comunale deliberò, con decorrenza 1 aprile, il trasferimento dei lavoratori. Per ragioni non dipendenti dall'Ente locale, il personale non fu assunto senza soluzione di continuità, ma con quasi 20 giorni di ritardo. Così, mentre i lavoratori hanno continuato a svolgere la loro prestazione lavorativa per con dell'Ato, la stessa Società non intendeva pagarli. Il Comune, difeso dall'avvocato Vincenzo Amato, si è opposto, perché il rapporto di dipendenza si era risolto il 31 marzo e, di conseguenza, da quella data nulla era dovuto agli ex addetti ai servizi di igiene ambientale.

L’Ente ha avuto ragione, perché l'Autoritá giudiziaria ha confermato l'obbligo per la Società d'Ambito - presso la quale gli ex netturbini, anche se formalmente non assunti, hanno prestato la loro opera - di erogare la retribuzione. “Tenuto conto della natura dei rapporti tra il Comune e l’ATO, scrive il Giudice del Lavoro nella sentenza, la Società aveva l’obbligo di provvedere all’organizzazione e gestione del servizio di raccolta dei rifiuti… ed era l’unico beneficiario diretto dell’attività lavorativa dei ricorrenti…”.
“Come dimostrano i fatti - ha dichiarato il Sindaco – l’Amministrazione ha sempre agito per difendere gli interessi del Comune e, quindi dei cittadini, sapendo valutare se, e quando, opporsi alle richieste più disparate che vengono prodotte nei confronti dell’Ente locale. Se ci fosse stata superficialità – ha concluso il primo cittadino – ci saremmo accollati oltre 6 mila euro di costi, mentre l’Ato si è incassata la tassa pagata dai cittadini”.


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