Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

COMITATO PER IL “NO”: RACCOLTA FIRME CONTRO CAPILISTA BLOCCATI E ITALICUM

Intaccano il principio democratico della sovranità popolare e del “voto uguale”, e il diritto dell’elettore di scegliere i suoi rappresentanti. Costituito a Milazzo il Comitato locale del Coordinamento per la Democrazia Costituzionale.
09/05/2016 - Con la partecipazione di Enzo Palumbo (componente del coordinamento nazionale ed autore del ricorso anti-Italicum che sarà discusso ad ottobre dalla Consulta), del referente provinciale Antonio Matasso, di Federico Martino, Salvatore Todaro, Olga Nassis, del coordinamento provinciale, si è tenuta a Milazzo la conferenza stampa di “Democrazia Costituzionale” per la presentazione del Comitato cittadino rappresentato da alcuni dei promotori: Bartolo Cannistrà, Masino Cavallaro, Claudio Graziano, Antonio Nunzio Isgrò, Luigi Lima, Filippo Russo.

Sono state illustrate alla stampa le ragioni della costituzione del Comitato e le iniziative che esso assumerà per sensibilizzare la cittadinanza sulla natura autoritaria della “riforma” costituzionale, impegnandosi nella campagna referendaria per il “no”, e promuovendo raccolta delle firme per chiedere il referendum contro i capilista bloccati e il premio di maggioranza previsti dall’Italicum, che intaccano il principio democratico della sovranità popolare e del “voto uguale”, e il diritto dell’elettore di scegliere i suoi rappresentanti.

Il Comitato ha rimarcato il suo rifiuto della logica plebiscitaria del voto a favore o contro un uomo politico, che trasformerebbe in contesa fra partiti quello che deve essere un pronunciamento popolare sulla Costituzione, cioè sulle regole condivise della vita democratica, che sono al di sopra e vanno al di là dello scontro politico. Pertanto porrà al centro del suo impegno l’informazione sul merito delle questioni, invitando alla conoscenza e alla riflessione sulle riforme che si vogliono attuare, sull’illegittimità costituzionale del Parlamento che ha preteso di cambiare la Costituzione, sulla scorrettezza del metodo seguito dal governo nel proporre e nell’imporre la “riforma”, sulla farraginosità e irrazionalità di essa e sul fatto che –contrariamente a quanto si vorrebbe far credere- non taglia “i costi della politica”, non semplifica e migliora il funzionamento delle istituzioni, indebolisce e minaccia la democrazia limitando la partecipazione e il potere dei cittadini.
I banchetti per la raccolta delle firme per i referendum, che saranno allestiti a partire dalla prossima settimana, consentiranno ai cittadini interessati alla difesa della democrazia costituzionale, al di sopra di ogni appartenenza politica, di mettersi in contatto col Comitato e di aderire ad esso.




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