Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

GIUSTIZIA: NESSUNA PROGRESSIONE DI CARRIERA E SCARSO ORGANICO

Giustizia: Cgil Cisl Uil, riconoscimento professionalità, al via mobilitazione. “Oggi assemblee in uffici giudiziari, da anni nessuna progressione di carriera e scarso organico”

Roma, 4 maggio 2016 - Per il riconoscimento della professionalità acquisita, e attesa da oltre venti anni, oggi si sono svolte assemblee promosse da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa in tutti gli uffici giudiziari per dare avvio ad una mobilitazione unitaria.
“Sino ad oggi - spiegano i sindacati - sono rimasti gli unici dell'intero comparto stato a non avere mai avuto una progressione in carriera e lavorano in condizioni di grave scopertura di organico che in alcune città sfiora il 30%”. Il Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, affermano Cgil Cisl e Uil di categoria, “ha preso un impegno con tutti i lavoratori per sanare finalmente questa ingiustizia, sono stati fatti passi importanti con lo stanziamento di risorse ma, ad oggi, non si sono ancora visti risultati concreti e non è partita alcuna procedura a quasi un anno dalla emanazione della Legge n. 132/2015, art. 21 quater”.

A seguito dell'annuncio della mobilitazione, fanno sapere i sindacati, “è arrivata una convocazione per il prossimo 10 maggio. Durante quella riunione i lavoratori si aspettano risposte concrete alle loro istanze perché sono stanchi di promesse non mantenute. Il punto 12 della riforma della giustizia deve essere ancora realizzato: le riforme hanno bisogno di gambe sulle quali camminare, non può esserci alcuna riforma della giustizia che porti verso l'efficienza senza tener conto delle persone che operano negli uffici. Se non si muoverà qualcosa durante la riunione del prossimo 10 maggio la mobilitazione proseguirà con la proclamazione dello stato di agitazione fino all'ottenimento del risultato”, concludono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa.

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