Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

AUTOSTRADE SICILIANE, VILLAROSA (M5S): DIPENDENTI DEL CAS LICENZIATI, DIRIGENTI DISTRATTI DAI BONUS

Roma 6 giugno 2016 - Sulla atroce gestione del Consorzio Autostrade Siciliane interviene anche in deputato barcellonese del MoVomento5stelle Alessio Villarosa con una interrogazione al Ministro del Lavoro. I fatti riguardano una spiacevole vicenda che ha travolto 49 famiglie, nell’indifferenza più totale delle alte sfere del CAS, evidentemente “distratti” da come spartirsi bonus e premi produzione.
Il 13 novembre 2014, a seguito della lettera di licenziamento, queste 49 unità lavorative si trovano immediatamente a reddito zero, senza nessuna assistenza temporanea alla non occupazione, in quanto l’INPS di Messina afferma che, essendo il CAS un ente pubblico, non ha l’obbligo di versare i contributi destinati all’indennità di disoccupazione.
Quindi niente lavoro, niente stipendio e niente indennità di disoccupazione per 49 famiglie, anche perché le alte sfere del CAS (spesso composte da ex politici semi-falliti) hanno altro a cui pensare.

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