Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

PANORAMA: CONDANNATI MULÈ E ROSSITTO PER L’ARTICOLO CONTRO “LE AMICIZIE PERICOLOSE DEL PRESIDENTE” CROCETTA

Sicilia. Condannato Panorama per l’articolo contro Crocetta dal titolo “Le amicizie pericolose del presidente”
Palermo, 15 lug. 2016 - Condannati il direttore responsabile di Panorama, Giorgio Mulè e l’autore dell’articolo, il giornalista Antonio Rossitto, in seguito alla querela sporta dal presidente Crocetta per le notizie calunniose pubblicate dal settimanale, in merito a presunte relazioni e frequentazioni con soggetti mafiosi, dell’allora candidato alle amministrative Crocetta, che avrebbero agevolato la sua elezione a sindaco della città nissena. Il giudice di Milano, la dottoressa Guadagnino, ha condannato sia Mulè che Rossitto, alla pena di 800 euro di multa e al pagamento di una provvisionale di
45 mila euro a favore delle tre Onlus, indicate dal presidente Crocetta, difeso dall’avvocato Vincenzo Lo Re: Biagio Conte, la parrocchia Santa Lucia di Gela e l’associazione antiracket “Gaetano Giordano” di Gela. Condannati anche al pagamento delle spese legali per un importo pari a novemila euro.

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