Aeroitalia e Aerolinee Siciliane: salta l'accordo per costi raddoppiati e licenza mancante

Salta l’accordo tra Aeroitalia e Aerolinee Siciliane. Accordo tra Aeroitalia e Aerolinee Siciliane risolto per costi raddoppiati e licenza mancante  Catania, 24 aprile 2024 – Accordo tra Aeroitalia e Aerolinee Siciliane risolto per costi raddoppiati e licenza mancante. In data odierna è stato risolto l’accordo preliminare tra Aeroitalia e AerolineeSiciliane. Il Presidente Dott. Giacomo Guasone comunica che il MOU tra Aeroitalia e Aerolinee Siciliane si è concluso negativamente.   “A tutt’oggi, - dichiara il dr.Guasone, - la società Air Connect, oggetto dell’accordo, non è stata risanata e le richieste economiche per l’acquisizione della stessa sono state raddoppiate. L’aumento della richiesta insieme alla mancata riattivazione della licenza di volo e la conseguente perdita della stagione rendono impossibile l’investimento."

STRETTO DI MESSINA: SCENDERE DAL TRENO PER ANDARE SUL PONTE DELLE NAVI

Il pensiero della Federazione dei Giovani Democratici di Messina sui trasporti ferroviari nello Stretto. Il rammarico dei GD per la disposizione della Capitaneria di Porto di Messina e il conseguente provvedimento di Rfi: obbligo per i passeggeri dei treni di scendere obbligatoriamente dal vagone per andare sul ponte delle navi. A ciò si aggiunge la sospensione della prenotazione i biglietti per i disabili per mancanza di assistenza

Messina, 06/07/2016 - Abbiamo accolto con rammarico la disposizione della Capitaneria di Porto di Messina e il conseguente provvedimento di Rfi: obbligo per i passeggeri dei treni, una volta arrivati sullo stretto, di dover scendere obbligatoriamente dal vagone per andare sul ponte delle navi, tutto questo perché non sono garantite le condizioni di sicurezza. A questo si aggiunge la sospensione della possibilità di prenotare i biglietti per i disabili per mancanza di assistenza.
Questo a nostro avviso rappresenta, oltre che un’incapacità evidente di mantenere un servizio all’altezza dello standard del resto del Paese, anche un’offesa nei confronti degli utenti non solo perché un diversamente abile viene discriminato nel suo diritto di poter acquistare il biglietto ma anche per il disagio dei passeggeri nello spostamento, che già di per se, considerato lo stato dei trasporti, somma altre inefficienze. Danno poi per il turismo, visto anche il periodo del provvedimento, disincentivando l’utilizzo del treno come mezzo per raggiungere località turistiche. Crediamo che questo rimarchi ancora una volta la distanza tra un Sud poco sviluppato e poco efficiente e un Nord che garantisce servizi all’altezza.

Il fatto di Messina è paradigmatico di un’intera Regione.
E non ci conforta il parziale dietrofront, con la previsione di utilizzare la nave Messina per il trasporto dei vagoni, garantendo la possibilità nel traghettamento di poter restare sul treno. Il fatto che le uniche speranze per il trasporto vengano affidate ad una sola nave, in un’area così trafficata come lo Stretto, con il rischio quindi di ritardi o in caso di mal funzionamento, di gravi disservizi, dimostra come il tema dei trasporti verso la nostra regione e peggio ancora nella nostra regione non venga seriamente affrontato. La continuità territoriale non rappresenta un modo per illudere i siciliani di far parte dell’Italia, ma piuttosto un insieme di garanzie che assicurano la possibilità di un servizio, non solo per i turisti, ma soprattutto lavoratori e studenti. L’impatto sociale della mancanza della continuità territoriale, non accresce solo le distanze, ma lede le possibilità di spostarsi particolarmente delle fasce sociali più deboli, che paradossalmente sono quelle che dovrebbero essere maggiormente tutelati.

Riteniamo che un trasporto all’altezza sia uno degli aspetti sul quale investire per dare la possibilità alla Sicilia di avere Servizi della stessa qualità del resto del Paese, mettendoci nelle condizioni di non viaggiare su vagoni di terza classe per gli spostamenti e valorizzare uno dei settori trainanti dell’economia siciliana, il Turismo. Ma i continui tagli che portano a meno treni, meno fermate e servizi meno adeguati, rappresentano ormai sempre più una costante ed è reale il timore che si continui su questa strada, facendo del trasporto nel sud un servizio di serie B. Riteniamo che la rotta vada invertita.

Vorremmo che ci fossero investimenti seri per migliorare la qualità del servizio e di conseguenza la sua appetibilità, maggiore frequenza delle corse dei treni, maggiore fermate, servizi all’altezza degli standard europei e, con riferimento alle vicende degli ultimi giorni, una flotta di navi, non una sola, che con un equipaggio adeguato garantisca l’efficienza e la sicurezza di un servizio.
Le distanze non sono ostacoli insormontabili ma la strada da percorrere per avvicinarci alla nostra meta.

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