“ASTRONOMY DOMINE”, A GIOIOSA MAREA UN VIAGGIO “TRA LE STELLE” SUL ‘VIALE DEI TRAMONTI’

Una serata di mezza estate in uno dei luoghi più belli della Sicilia, dove i tramonti si susseguono come in una compilation cinematografica. Una giovane formazione di studenti universitari ha saputo regalare al numeroso pubblico un viaggio “tra le stelle” cui i Pink Floyd guardavano. Un bellissimo concerto quello cui abbiamo assistito ieri sera nell’Arena Canapè di Gioiosa Marea, ad opera degli “Astronomy Domine”, cover band dei Pink Floyd

Gioiosa Marea (Me), 18/08/2016 – Una serata di mezza estate in uno dei luoghi più belli della Sicilia, dove i tramonti si susseguono come in una compilation cinematografica e fanno a gara, come consapevoli giovani ragazze, fiere di sé e di tanta bellezza offerta loro (e a chi guarda) in dono dalla natura benigna. Là dove nelle sere d’agosto musica e musiche perdono ogni ritegno e si mescolano nei chiassi degli altoparlanti e delle bancarelle, una giovane formazione di studenti universitari ha saputo regalare al numeroso pubblico una serata di buona musica e di… storia, un viaggio “tra le stelle” e quel Dominio che potrebbe veramente ergersi e abitare “oltre le stelle”, cui i primi Pink Floyd guardavano in cerca (forse?) del legame uomo-Dio e della Sua presenza.
"C'è chi nasce e chi muore sotto l'infinità del cielo". […] "Il Signore è il mio pastore, nulla mi mancherà. / Mi fa giacere disteso attraverso verdi pascoli, / mi conduce presso le acque quiete, / con coltelli lucenti mi solleva l'anima. [...] / "Dimmi la verità, dimmi perché Gesù fu crocifisso?" / 0"Gesù, Gesù ma perché poi a provare a far filare quei piccoli ingrati?"
 "Non posso staccare gli occhi dal cerchio dei cieli. / Ora ho visto gli avvertimenti, urlano da ogni parte. / E' facile ignorarli e Dio sa se ci ho provato. / Tutta questa tentazione, la mia fede s'è trasformata in menzogna. / ''Quando il Giusto se n'esce dalla porta. Non ci sarà salvezza nei numeri''.

Spesso nelle canzoni dei Pink Floyd le parole e i testi dei brani musicali si fanno preghiera.
Un bellissimo concerto quello cui abbiamo assistito ieri sera nell’Arena Canapè di Gioiosa Marea, ad opera degli “Astronomy Domine”, cover band dei Pink Floyd, nell’ambito di una politica comunale intenzionata a promuovere la creatività giovanile e rappresentanze artistiche locali, a costo zero.
Il gruppo degli “Astronomy Domine” è composto da Alessandro Molica Colella, chitarra elettrica e voce, Francesco Molica Colella basso e voce, Michele Mollica alle tastiere, Silvio Pentimalli polistrumentista e Mirko Petrulli alla batteria, tutti studenti universitari e musicisti di Gioiosa Marea. Un eccezionale tributo ai Pink Floyd attraverso il repertorio che da sempre ha contraddistinto questa mitica formazione.
La band Astronomy Domine ha preso il nome dall’omonima canzone dei Pink Floyd, la prima traccia del loro album di debutto, The Piper at the Gates of Dawn, brano composto da Syd Barrett nel 1966.
Un concerto ‘storico’ quello di ieri sera, che ha saputo riproporre le atmosfere che riconducono ai Pink Floyd, rinnovando quel patrimonio musicale e artistico, rendendolo fragrante e pienamente fruibile pure al pubblico meno avvezzo al rock psichedelico e progressivo.
Né misticismo né frammentarietà nell’aria che si respirava ieri sera all’arena Canapè di Gioiosa Marea, ma una piacevole tensione emotiva che collega i musicisti alla musica, la musica al suono e il suono al luogo, grondante di serale magia, per ricordare che non è nei generi musicali che si annida la magia della musica ma nella musica stessa, nella gradevolezza e nella bellezza che ciascuno può trovarci, fino a goderne per una sera almeno.
Se giovani e musica rock può essere un binomio ‘naturale’, lo stupore non è prerogativa esclusiva della giovane età e il legame uomo-Dio non è prerogativa esclusiva della "religione", ma si trova pure nei testi di Cicerone o dei Pink Floyd, ovvero nei testi di Syd Barret come questi:

"Gesù sanguina [...]". […] O mio Dio saranno tristi per me? / O Dio qualcosa nel cielo mi attende [...]. "Ora guardo alto verso il cielo / oh Dio devo starmene a casa / e poi il cielo si apre su di te".
 "Il cielo ha mandato la terra promessa / via giusta. /... un ventre gelido mi soffia 
nell'anima. / Qualcuno ha mandato la terra promessa".



Prima degli Astronomy Domine, gli stessi Pink Floyd sono stati cover band di famosi blues-man. Poi il rock psichedelico e lo space rock, sotto la guida di Syd Barrett, fino a fare la storia (non solo della musica rock), con brani musicali di straordinaria originalità e intensità, ma con testi spesso molto semplici, e perfino strani, bizzarri, nei quali compaiono termini di astronomia o fantasia, e ancora il fiabesco e il grottesco.
“Astronomy Domine” descrive il viaggio “tra le stelle” intrapreso da Syd Barrett sotto l’effetto dell’LSD che lo segnò per tutta la vita. Ma sono gli incalzanti effetti psichedelici a rendere sensazionale la costruzione musicale del brano. Syd Barrett viene considerato perfino infantile nella costruzione letteraria dei suoi brani, ma nel suo viaggio interiore la spiritualità prende a fare capolino quanto più la vita si fa per lui complicata e difficile, sotto l’effetto di droghe e sostanze.
La musica e i suoi prodigi hanno trovato validissimi interpreti in una magnifica band di Gioiosa Marea, gli Astronomy Domine, capaci di conferire ai brani (e alla loro performance) una prestigiosa connotazione artistica, con ricchezza di suoni ed effetti e attraverso una ricollocazione ambientale, nell’epoca della musica digitale, della chiarezza del suono e nella compiutezza del discorso musicale consegnato alla storia nei suoi esiti universali. La bravura degli Astronomy Domine è davvero di notevole livello, l’intreccio delle voci è godibile e pulito, vibrante di intensità giovanile; la portata dei singoli musicisti è, in assoluto, di ottimo livello e lo spettacolo si fa via via crescente nella capacità di appassionare e coinvolgere, favorendo concentrazione e piacere nell’ascolto.

Una nota di doveroso encomio va rivolta all’abile regia tecnica e scenografica di Sergio e Beatrice Vaccaro, artefici di una ottima collaborazione alla riuscita della serata, con sapienza tecnica e buon gusto e con una attrezzatura di prim’ordine sul piano tecnico e qualitativo.

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