CACCIA IN SICILIA: DA DOMANI PREAPERTURA DELLA STAGIONE VENATORIA

WWF Sicilia Centrale: Caltanissetta ed Enna devastate dagli incendi e fauna allo stremo, doppiette insostenibili! Intanto all'ARS un Ddl vuole liberalizzare la caccia ed abbassare le sanzioni per i cacciatori di frodo

31 agosto 2016 - Dal 1° settembre in Sicilia le doppiette potranno cominciare a sparare, ma non si tratta della vera e propria apertura della stagione di caccia. Secondo il Calendario Venatorio emanato dall'Assessore regionale dell'agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea on. Antonello Cracolici, infatti, fino alla terza domenica di settembre la caccia sarà consentita in regime straordinario di “preapertura” unicamente per 5 giorni fissi: 1, 3 e 4 settembre per la Tortora; 1, 3, 4, 10 e 11 settembre per il Colombaccio. Divieto di caccia in tutti gli altri giorni e per le altre specie, compreso il coniglio (preda tradizionalmente ambita dalle doppiette siciliane), pena multe salate: la violazione di tali limiti costituisce contravvenzione penale ai sensi dell'art. 30 lett. a) della L. 157/1992, che prevede l'arresto fino ad un anno o l'ammenda fino ad € 2.582,00 per chi esercita la caccia in periodo ed a specie non consentite; la legge, inoltre, prevede che per i trasgressori il Questore disponga la sospensione del porto di fucile da caccia fino a tre anni.

Ma non è tutto: nel periodo della preapertura è consentita solo la caccia “da appostamento”: in altre parole, il cacciatore non potrà andare in giro per la campagna alla ricerca della fauna ma dovrà star fermo e nascondersi dietro un capanno, in attesa del passaggio della selvaggina. Sono considerati appostamenti temporanei di caccia quelli costituiti da ripari di fortuna o da attrezzature smontabili di durata non superiore ad una giornata di caccia. Il Calendario, ancora, dispone che “è fatto obbligo al cacciatore di raggiungere l'appostamento di caccia con l'arma scarica e in custodia”, così come nei periodi e nei giorni nei quali non è consentito l'esercizio venatorio sono vietati il porto e l'uso delle armi da caccia.

E' la prima volta che questo tipo di limitazioni - spiega il WWF Sicilia Centrale - sono applicate in Sicilia, per scelta dell'Assessore Cracolici cui va riconosciuto il merito di aver iniziato a gestire la materia con una maggiore autonomia dell'Amministrazione regionale, prima appiattita sui desiderata del mondo venatorio. La preapertura così ristretta aveva lo scopo di evitare che il Calendario Venatorio si ponesse in aperto e palese contrasto con i principi delle Direttive Comunitarie in materia ambientale e con i principi scientifici per la conservazione e tutela della fauna. Ma ciò non basta in quanto la caccia ai primi di settembre resta comunque di gravissimo danno ed impatto per gli animali selvatici: la tarda estate è un momento particolarmente delicato nel ciclo biologico di varie specie e molti giovani esemplari non sono ancora autonomi; si comincia a sparare quando sul nostro territorio sono presenti ancora specie protette migratrici, che sono così oggetto di sicuro disturbo ed anche di danno diretto (uccisioni accidentali o dolose). La caccia anticipata alla Tortora, poi, è del tutto ingiustificata poiché è una specie che rientra nelle categorie SPEC (Species of European Conservation Concern) di livello 3, ossia una specie la cui popolazione in Europa presenta uno stato di conservazione sfavorevole ed in preoccupante declino.
Il WWF è da sempre contrario alla preapertura della caccia ed aveva chiesto alla Regione Siciliana di attuare scelte virtuose orientate alla protezione della natura e della fauna selvatica, quindi della “biodiversità”, nostro patrimonio e “valore” insostituibile. Appello inascoltato visto che, nel pieno rispetto dei “limiti di carniere” legalmente stabiliti dalla Regione, in ognuno dei 5 giorni di preapertura al Colombaccio, per esempio, sarà possibile ucciderne fino a 510mila esemplari (15 al giorno per ognuno dei 34mila cacciatori siciliani), ovvero 2.550.000 (sic!) nelle due settimane di preapertura... Si tratta dell'ennesima conferma di come la caccia venga gestita sulla base non dei dati scientifici e normativi, ma in base alle richieste dei cacciatori!

“Nel pieno di una devastante stagione di incendi dolosi (la Sicilia è la regione italiana più colpita dall'inizio dell'anno con 10.258 incendi) che stanno massacrando il territorio regionale ed in particolare quello delle province di Caltanissetta ed Enna, dove si continuano a distruggere le aree protette ed i siti naturali più delicati – dichiara Ennio Bonfanti, Presidente del WWF Sicilia Centrale e rappresentante del WWF Italia nel Comitato regionale faunistico-venatorio – questa preapertura rischia di rappresentare un ennesimo e duro colpo per la fauna, già stremata dal fuoco. Le fiamme ci lasciano un territorio sconvolto con enormi danni ambientali: deterioramento del suolo; scomparsa di biodiversità; degrado ecologico; disordine idrogeologico; alterazioni e cambiamenti climatici e microclimatici; alterazione del paesaggio e degli ecosistemi... In questo tragico quadro, consentire ben 5 mesi di stagione venatoria con oltre 34mila fucili in giro per la Regione è una scelta totalmente insostenibile che determinerà un impatto ambientale oltremodo pesante”.

“E' noto che l’attività venatoria spesso è occasione e motivo di illeciti atti di apprensione della fauna e di bracconaggio, anche per il diffuso e radicato disprezzo per le norme. Per questo abbiamo inviato una nota ai Prefetti, Questori e Forze di Polizia operanti nelle province di Caltanissetta ed Enna, per chiedere uno sforzo maggiore sulla vigilanza venatoria ed antibracconaggio - prosegue Bonfanti - a tutela della legalità e del patrimonio indisponibile dello Stato costituito dalla fauna. Eppure all'Assemblea regionale siciliana un disegno di legge – all'ordine del giorno alla ripresa dei lavori d'aula – prevede un'incredibile colpo di spugna sulle sanzioni (già blande) per chi non rispetta le regole! Come se non bastasse, si prevede la caccia tutto l'anno nei “quagliodromi” dove si potrà sparare qualsiasi specie animale riprodotta in allevamento ed appositamente liberata in campo; la caccia nei demani forestali, attualmente vietata; la liberalizzazione dell'elenco delle specie cacciabili (anche specie non presenti in Sicilia come cervi, starne, caprioli ecc.!) e dei periodi di caccia... Una legge “calibro 12”, insomma che il WWF contrasterà in ogni sede”.

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