RAGUSA, RAPIMENTO: "UNA CERTA MAGISTRATURA SUBISCE IL FASCINO MEDIATICO DEI FATTI”

Tentato rapimento di una bambina nel Ragusano, la madre della piccola che nel pomeriggio di Ferragosto sarebbe stata vittima di un tentato rapimento in spiaggia a Scoglitti, in provincia di Ragusa, sfoga la sua rabbia con un'intervista rilasciata a Enrico Fedocci di NewsMediaset.: "Questa legge fa vomitare"
Pagano, commissione Giustizia della Camera: "Una giustizia schizofrenica che, al di la' di quanto accaduto davvero, genera messaggi devastanti: allarmismo e preoccupazione nell'opinione pubblica. La rabbia della madre: "Ci è stato detto che non ha concluso il reato". "Questa legge mi fa vomitare". La madre della bimba  Ram Lubhaya, il 43enne indiano denunciato a piede libero, è stato infatti rilasciato. "Ci è stato detto che non ha concluso il reato. Ma si è fermato solo perché noi lo abbiamo fermato"

22 agosto 2016 - "In un Paese come l'Italia in cui c'e' una delle più alte percentuali di abuso di carcerazione preventiva, si verifica il paradosso che in provincia di Ragusa un indiano clandestino, quindi senza permesso di soggiorno, con precedenti penali per droga, venga prima fermato per un tentativo di rapimento di un bimbo di cinque anni ma rimanga poi a piede libero in maniera assurda per una decisione controversa del pm di turno". È quanto dichiara il deputato Alessandro Pagano, componente della commissione Giustizia della Camera. "Una giustizia schizofrenica che, al di la' di quanto accaduto davvero e di cosa effettivamente prevede senza interpretazioni ideologiche il codice penale, lancia e genera messaggi devastanti: allarmismo e preoccupazione nell'opinione pubblica, con gli italiani sempre più sconfortati, e un senso di impunità per chiunque commette un crimine, a maggior ragione se extracomunitario, ovvero che in Italia si può fare tutto e il contrario di tutto. La verità e' che c'e' in questo momento una certa magistratura che non e' preparata e che subisce il fascino mediatico dei fatti. Per tutto questo mi unisco ai colleghi che invocano l'intervento del Csm di fronte a una situazione per la quale anche il ministro della Giustizia non può rimanere in silenzio", conclude.

"Questa legge mi fa vomitare". La madre della bimba che nel pomeriggio di Ferragosto sarebbe stata vittima di un tentato rapimento in spiaggia a Scoglitti, in provincia di Ragusa, sfoga la sua rabbia con un'intervista rilasciata a Enrico Fedocci di NewsMediaset. Ram Lubhaya, il 43enne indiano denunciato a piede libero, è stato infatti rilasciato. "Ci è stato detto che non ha concluso il reato. Ma si è fermato solo perché noi lo abbiamo fermato", commenta la donna.
"Mi trovavo sul lungomare, a risalire le scale. La bambina - ricorda la madre - era già salita con mio marito. Un'amica mi ha fatto notare che la mia bimba era in braccio a uno straniero che la teneva molto stretta a sé, con il faccino quasi sotto la sua ascella, proprio bloccata a lui".

"La paura è stata tanta. Ieri siamo stati risentiti, speranzosi che questa persona venisse anche solo espulsa dall'Italia. Voglio solo dire - ribadisce - che io vomito davanti alla legge italiana. Perché ho compreso che è stata applicata proprio la legge nei minimi particolari. Ci è stato detto che non ha concluso il reato: lo dovevamo perdere di vista per poter dire che si stava portando via la nostra bambina. Si è fermato perché noi l'abbiamo fermato".

Intanto il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha chiesto all'ispettorato del Ministero di avviare gli accertamenti preliminari in merito al caso.

Il procuratore di Ragusa: "Nessuna solidarietà dal ministro" - Il procuratore ha poi criticato il ministro della Giustizia Andrea Orlando, che "avrebbe annunciato di voler approfondire il caso sulla vicenda del tentato rapimento di una bimba di 5 anni". "Rientra nei suoi poteri - afferma Petralia -, ma avrei gradito una dichiarazione di solidarietà nei confronti di un magistrato che applica la legge e che ha ricevuto volgari offese".

La ricerca di minori scomparsi è un’attività alla quale la Polizia di Stato dedica grande attenzione e risorse.

Nel nostro Paese, al 31 dicembre 2015, erano 4.413 le segnalazioni di ricerca attive (ossia di minori ancora da ricercare), di cui circa il 90 per cento riguardavano minori stranieri allontanatisi da strutture di accoglienza a cui erano affidati. Le indagini per il ritrovamento di minori a volte sono lunghe ma, anche con il passare del tempo, non vengono mai interrotte e nessuna informazione viene tralasciata.

La Polizia di Stato, inoltre, gestisce, dal 2000, il sito www.bambiniscomparsi.it che partecipa alla Rete Mondiale per i Bambini Scomparsi (Global Missing Children Network - GMCN): accedendo all’indirizzo http://internationalmissingchild.org/ è possibile visualizzare i casi inseriti dai 24 Paesi che aderiscono al network internazionale.

Chiunque abbia informazioni in merito ai casi segnalati, si può rivolgere al 113 o al 112 (Numero Unico Europeo), oppure al 116000, il numero europeo dedicato ai minori scomparsi che attualmente il ministero dell’Interno ha affidato alla gestione di “SOS - Il Telefono Azzurro ONLUS”.

Invece, mettendo in pratica alcuni consigli e seguendo le indicazioni del video animato “Cosa fare se un bambino è scomparso”, si possono evitare situazioni drammatiche.

Sono molte anche le iniziative di prevenzione e di sostegno che la Polizia porta avanti per la tutela dei minorenni e delle loro famiglie, attraverso gli Uffici minori presenti in ogni questura. Inoltre, in collaborazione con le Istituzioni (magistratura, scuole, enti locali), con il mondo universitario, e con le realtà del privato sociale e del volontariato, vengono svolte azioni mirate a far emergere situazioni di sfruttamento che vedono, come vittime, anche i bambini stranieri.

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