Caro spiaggia: le spiagge siciliane le più economiche, ma i prezzi dei servizi corrono molto di più rispetto alla media nazionale

Caro spiaggia: la Sicilia resta la regione più economica d'Italia, ma i prezzi crescono  Secondo i dati della ricerca annuale sui costi dei servizi balneari, realizzato  dall'Osservatorio Nazionale Federconsumatori in collaborazione con la Fondazione Isscon,  le spiagge siciliane restano anche nel 2026 le più economiche d'Italia. Dietro questo dato,  però, si nasconde un fenomeno che va avanti da diversi anni: i prezzi dei servizi degli  stabilimenti balneari siciliani corrono molto di più rispetto alla media nazionale.  Palermo, 29 maggio 2026 - Nel 2026, infatti, in Sicilia i prezzi di ombrellone, sdraio, lettino, pedalò o sup e degli abbonamenti (giornaliero, mensile e stagionale) sono saliti del 4,3% rispetto a quelli del 2025. L'inflazione annua prevista per tutto il sistema Paese, nel 2026, è compresa tra il 2,4% e il 3%, quindi quella relativa ai soli servizi balneari siciliani è nettamente superiore. Ma non solo: anch...

SICILIA. L'ARS TOGLIE AI COMUNI FINO AL 30 PER CENTO DEGLI INCASSI DI MUSEI E AREE ARCHEOLOGICHE

Gaetano Pendolino, amministratore del Distretto Turistico Valle dei Templi, interviene sulla approvazione da parte dell'Ars della norma che toglie ai Comuni fino al 30 per cento degli incasso dei biglietti di musei e aree archeologiche.

Agrigento, 11 agosto 2016 – "Richiedere che i flussi di visitatori siano a carico della città senza alcun beneficio per i cittadini dimostra l'assoluta mancanza di visione e il totale disamore verso Agrigento. I deputati agrigentini presenti ieri all'Assemblea Regionale Siciliana non hanno speso una parola in favore di un territorio devastato per decenni da milioni di turisti 'mordi e fuggi', o in difesa di una strategia che ha portato in tempi recenti a discutere a livello europeo e nazionale di territorialità dei siti Unesco. Ancora una volta hanno prevalso le logiche di un potere vecchio e stantio che si assicura l'oggi e non guarda mai al futuro, che garantisce la gestione diretta di un bene senza alcuna ricaduta sulla città. Ieri è stato disegnato dalla politica lo stesso scenario di sempre per depredare e impoverire ancor di più una città che ha il suo cuore nella Valle dei Templi.

Il Distretto Turistico Valle dei Templi non condivide la strategia di Governo e stigmatizza la scelta politica dei deputati presenti ieri in aula. Gli imprenditori del turismo non possono accettare che si marchi ancor più che nel passato il confine tra la Valle e la città, tra il patrimonio culturale e i cittadini. Le imprese del turismo e dei servizi non accettano di doversi sobbarcare di ulteriori costi senza vedere la possibilità di alcun beneficio per il territorio in cui operano, in termini di rilancio, di promozione, di decoro, di immagine. E' assurdo che si chieda loro di affrontare tra difficoltà e sacrifici l'onere di dover mantenere il Parco. La porta che ieri si è chiusa verso la città rischia di trovare la totale chiusura anche da parte di chi opera sul territorio nei confronti della Valle dei Templi, che da oggi risulta estranea, "altra cosa" rispetto alla città".


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