TERREMOTO CENTRO-ITALIA: “LA MESSA IN SICUREZZA DEGLI EDIFICI FRENATA DAL CONSERVATORISMO”

Terremoto Centro Italia, interviene il presidente dell’Ordine catanese Giuseppe Scannella. ARCHITETTI: «MESSA IN SICUREZZA EDIFICI FRENATA DAL CONSERVATORISMO, USCIRE DALL’INERZIA PER AVVIARE INTERVENTI PREVENTIVI». Geologi, Tortorici : “In Italia in media un sisma di magnitudo superiore ai 6.3 ogni 15 anni”

CATANIA, 24/08/2016 – “Sul nostro Pianeta, si verificano, in media, ogni anno, almeno un paio di terremoti distruttivi ed in Italia un sisma di magnitudo superiore a 6.3. ogni 15 anni in media. Ciò dovrebbe spingere ad una maggiore cultura della prevenzione sismica e della protezione civile”. Lo ha dichiarato poco fa Fabio Tortorici , Presidente della Fondazione Centro Studi del Consiglio Nazionale dei Geologi , commentando quanto sta accadendo in queste ore in Italia. “È necessario un continuo aggiornamento delle mappe di pericolosità sismica del territorio nazionale – ha proseguito Tortorici - e per far ciò sarebbe indispensabile la presenza dei geologi in ogni comune, con una loro distribuzione accurata sul territorio e non lacunosa come allo stato attuale.

Gli studi di microzonazione sismica, cioè di suddivisione di un dato territorio in zone omogenee sotto il profilo della risposta a un terremoto di riferimento atteso, tenendo conto delle interazioni tra onde sismiche e condizioni geologiche, topografiche e geotecniche locali, hanno dato i loro risultati; infatti, i fabbricati realizzati dopo l’entrata in vigore delle nuove Norme Tecniche sulle Costruzioni (NTC) del 2008, hanno meglio resistito alla scossa di questa notte.

La microzonazione sismica ha una importante dimensione “sociale”, perché la conoscenza delle risposte dei vari siti è una condizione imprescindibile per prendere decisioni di governo del territorio. I risultati sono di grande utilità nella:pianificazione territoriale e urbanistica (per orientare la scelta di nuovi insediamenti e infrastrutture, per definire le priorità degli interventi sull’esistente); questo tipo di studi sono il futuro della geologia sismica e della prevenzione dai terremoti.
Ma una realistica classificazione sismica del territorio nazionale, una pianificazione urbanistica una progettazione che segua i criteri antisismici non basta. Ma una delle condizioni fondamentali per la sicurezza del territorio è anche una “cultura diffusa”della prevenzione sismica, dal mondo politico ed istituzionale ai bambini delle scuole primarie”.
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A poche ore dal forte sisma di magnitudo 6.0 - che ha colpito la vasta area fra Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo provocando morti e feriti - il presidente dell’Ordine degli Architetti di Catania Giuseppe Scannella interviene con una nota per sollecitare la classe politica a uscire dall’inerzia: «L’ennesima tragedia avvenuta nel Centro Italia, non per questo inaspettata, ci riporta alla mente le infinite volte che la comunità degli architetti e ingegneri, insieme alle altre professioni tecniche, ha sollecitato i responsabili della cosa pubblica a mettere in campo una seria e generale messa in sicurezza del patrimonio edilizio del Paese. Lo ha fatto e lo fa a tutti i livelli, da quello nazionale a quello locale, suggerendo azioni, sollecitando provvedimenti, contestando quelli nel frattempo emessi.

È il caso, solo per citare un esempio recente e che ci riguarda direttamente, dello studio di dettaglio sul centro storico della nostra città – sottolinea Scannella - ma il discorso vale per moltissima parte della Sicilia e d'Italia, per il quale abbiamo contestato un eccesso di conservatorismo, un’inopportuna limitazione orizzontale degli interventi possibili sul tessuto edificato, specie quello più debole».
«Abbiamo contestato – conclude Scannella - anche la mancanza di una seria e praticabile politica di incentivazione economica verso queste azioni che, tra l’altro, potrebbero diventare un potentissimo volano economico per una crescita che, malgrado annunci più o meno trionfalistici, non parte. Lo abbiamo fatto proprio paventando i rischi di questo patrimonio, che si vorrebbe conservare così com’è e che, invece, proprio da questo eccesso di conservatorismo che sconfina nell’inerzia, è messo a rischio. È un paradosso che ad ogni evento si mette in evidenza, come le facce scure e contrite di quelli che si potrebbero considerare i veri responsabili delle morti e del disagio economico che, inevitabilmente, ne consegue».

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