Senza dimora, la strage silenziosa: 414 morti nel 2025 in Italia, 17 in Sicilia

414 morti senza dimora nel 2025. In Sicilia 17. A gennaio il censimento. Quante sono le persone senza dimora?  Nel 2025 in Italia  hanno perso la vita in strada 414 persone senza dimora. Anche la Sicilia, con 17 decessi rilevati, è parte di questa strage silenziosa , che vede l’età media delle vittime fermarsi a soli 46,3 anni, oltre 35 anni in meno rispetto alla media nazionale. 9 genn 2026 - Ma quante sono in totale le persone senza dimora? Come vivono, quali le loro condizioni e le loro necessità?  A queste domande si proverà a rispondere con il censimento e la conta nazionali, previsti a fine mese nelle 14 città metropolitane, fra cui Palermo, Catania e Messina.  L'azione, promossa da Istat e coordinata da fio.PSD - Federazione italiana degli organismi per le persone senza dimora - è in programma il 26, 28 e 29 gennaio, con il supporto di migliaia di volontari in tutta Italia. Nelle tre città siciliane servono ancora volontari e volontarie , che previa una adegua...

TUMORE AL POLMONE: DIMOSTRATO RUOLO CHIAVE DI UN ONCOGENE

La scoperta è firmata da un’équipe internazionale guidata da Elena Levantini, ricercatrice Itb-Cnr, e apre nuove prospettive di cura anche per altre neoplasie solide che colpiscono pelle, seno, colon, intestino e cervello. I risultati sono pubblicati su Science Translational Medicine
04/08/2016 - Il tumore del polmone è la prima causa di morte per cancro, la sopravvivenza dei pazienti rimane scarsa e le opzioni terapeutiche limitate. Un gruppo di ricerca internazionale ha condotto uno studio sulle cause della sua insorgenza, promosso dalla Harvard Medical School presso il Beth Israel Deaconess Medical Center (Bidmc) di Boston e coordinato da Elena Levantini, ricercatrice dell’Istituto di tecnologie biomediche del Consiglio nazionale delle ricerche (Itb-Cnr) di Pisa con incarichi anche a Harvard e al Bidmc. I risultati della ricerca, che ha coinvolto anche il Cancer Science Institute (Csi) di Singapore, sono pubblicati sulla rivista Science Translational Medicine.

“Grazie a questo studio abbiamo scoperto in primo luogo il ruolo chiave di un oncogene (Bmi1) nello sviluppo e nel mantenimento di una larga percentuale di tumori polmonari”, spiega Elena Levantini. “Si tratta di un passo importante, dato che al fine di migliorare la sopravvivenza dei pazienti è necessario identificare i networks molecolari coinvolti nella tumorigenesi e produrre di conseguenza nuovi farmaci diretti contro tali bersagli molecolari (la cosiddetta terapia molecolare). Attualmente la maggior parte dei pazienti riceve trattamenti chemioterapici generalizzati (rivolti alle cellule malate) che, come noto, non colpiscono in modo mirato la molecola specifica coinvolta nel processo tumorale”.

La seconda fase dello studio ha riguardato proprio la messa a punto di un nuovo farmaco diretto contro Bmi1. “Abbiamo sperimentato una sostanza che inibisse l’attività di tale oncogene, dimostrandone l’effetto antitumorale. Attualmente il farmaco è in fase di sperimentazione (fase I) presso il Bidmc e il Dana Farber/Harvard Cancer Center”, prosegue la ricercatrice dell’Itb-Cnr. “I dati che emergeranno dalla sperimentazione potranno avere importanti ricadute nella clinica, dal momento che aprono la strada ad una nuova opzione terapeutica per un rilevante sottogruppo di pazienti affetti da questo tumore”.
Ma la ricerca potrebbe avere ricadute anche per altri tumori. “Dato che l’attività di questo oncogene è significativamente aumentata anche in vari sottotipi di tumori polmonari, così come in altri tumori solidi (tumore della pelle, del seno, del colon ed intestinale, e nel glioblastoma) nonché in leucemie e linfomi, il farmaco, dopo i vari step di sperimentazione, potrebbe essere impiegato con vantaggio anche per i pazienti affetti da queste neoplasie”, conclude Levantini.

L’Itb-Cnr sta coordinando un altro studio in collaborazione con l’Università di Pisa e la Scuola Normale Superiore per sviluppare una metodologia che permetta, attraverso l’analisi di un campione di sangue, una rapida e semplice identificazione dei pazienti Bmi1 positivi, che potrebbero beneficiare del nuovo trattamento terapeutico.

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