SANITÀ SICILIA. LORENZINI, CROCETTA E GUCCIARDI: “BASTA CON LE MENZOGNE, È SOLO GOSSIP”

Roma 15/09/2016 – “Le ipotesi di tagli alla Sanità – ha dichiarato la ministra della salute, Beatrice Lorenzin - sono solo indiscrezioni, gossip, che ho letto con interesse ma nessuno mi ha parlato di tagli al Fondo Sanitario e le parole odierne di Renzi mi rassicurano, come tutti gli italiani, che abbiamo obiettivi comuni per il 2017: garantire i nuovi farmaci antitumorali, rifinanziare il fondo per i farmaci anti-epatite C e rispondere al fabbisogno per il personale, stabilizzare il precariato e sbloccare il turn over''. ''Il fondo sanitario è fissato a 113 miliardi'”.
“Stiamo cominciando a ragionare solo ora - ha poi aggiunto Lorenzin - e noi lavoriamo sugli obiettivi''. Il ministro ha poi precisato che anche se “la ricerca delle coperture finanziarie non compete al Ministero della Salute”, per quello che riguarda la tassa sul fumo, questa “è valutata condivisibile dal punto di vista scientifico”. L'eventuale scelta di questa misura, di cui si parla per compensare gli eventuali tagli alla sanità, competerebbe tuttavia ad altri ma, ha precisato, “comunque non serve perché il fondo sanitario nazionale è fissato a 113 miliardi”.


Palermo, 15 sett. 2016 – Il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta e
l'assessore alla Salute, Baldo Gucciardi hanno avuto un lungo confronto per
affrontare la questione del piano sanitario.
Nel corso dell'incontro, è stato ribadito che il governo regionale non intende
operare nella logica dei tagli, ma per il potenziamento dell'offerta sanitaria
e per il rafforzamento delle strutture mediante la loro riorganizzazione.
“Nelle nostre linee di piano, - dicono Crocetta e Gucciardi – la regione
siciliana è l'unica regione italiana che ha operato la scelta, condivisa dal
Ministero della Salute, degli Ospedali riuniti che di fatto ha impedito la
chiusura di tanti piccole strutture. Su questo vogliamo essere chiari, se i
tanti piccoli ospedali, alcuni in zone di forte disagio, non hanno chiuso è
perchè noi ci siamo opposti.

I siciliani però – aggiungono - non hanno bisogno di una sanità serie B ma di
eccellenza, ed è in questa logica che una Regione che si trovava al penultimo
posto per i livelli essenziali di assistenza, ora è al 9° posto. Uno sforzo che
deve continuare”. L'ipotesi non è quella delle chiusure, ma di un rafforzamento
dei presidi, con la specializzazione dei medesimi e la realizzazione di una
rete che possa offrire, in un territorio ,tutti i servizi diversificati e di
alta qualità indispensabili alla salute dei cittadini.

“Smentiamo categoricamente che sia stato approvato da governo e assessorato un piano di
dettaglio sulla rete ospedaliera. Le ipotesi tecniche - continuano - derivanti
dall'applicazione semplicistica del decreto Balduzzi, non ci appassionano.
Riteniamo che la sanità non si possa gestire con i soli tecnicismi, ma serve
una nuova rete frutto del confronto con i manager, gli operatori sanitari, i
sindaci, il parlamento, le organizzazioni sindacali e il Ministero”.
L'assessorato alla Salute sta sentendo tutti i manager, nei prossimi giorni si
avvierà un confronto collegiale con i medesimi e il governo rappresenterà che
la logica dell'azione sanitaria non dovrà riguardare solo i grossi centri, ma
anche le periferie e piccoli comuni.

“Il servizio sanitario, infatti, deve tener contro di tutto il territorio e
anche le strutture, oggi marginali, possono avere attribuiti servizi di alta
qualità fruibili da tutto il territorio. Ci sono criticità derivanti dai tagli,
ma abbiamo avuto rassicurazioni dal governo nazionale che ci sarà grande
rispetto per la Sicilia in relazione alla qualità servizi.
E' urgente inoltre far partire i concorsi, che non possono continuare a
rimanere bloccati. Su questo abbiamo aperto un proficuo confronto col governo
nazionale che, come noi, si rende conto dell'impossibilità di offrire servizi
di alta qualità in presenza di carenze inaccettabili nelle piante organiche.
Non esiste una rete definita e diciamo basta alle polemiche e alle
strumentalizzazioni della politica.

Il piano sarà il frutto di una condivisione ampia e diffusa, di una partecipazione democratica che vedrà tutti i potenziali attori coinvolti tenendo conto però, che l'esigenza di rafforzare la qualità
dei servizi, non può più essere rinviabile. Abbiamo un obiettivo, quello di
elevare la qualità dell'offerta sanitaria, abbiamo già raggiunto grandi
risultati, ma vogliamo crescere ancora con una corretta programmazione nei
territori senza una logica di accentramento, bensì di una diffusione
territoriale ampia, ma di qualità. A nessuno serve, e principalmente ai
cittadini, avere servizi depotenziati in strutture che non riescono a dare, nei
casi di urgenza, quelle risposte che decidono della sopravvivenza di un uomo o
una donna.

Dopo questa nostra presa di posizione – concludono Crocetta e Gucciardi - si
ponga fine alle polemiche e si avvii un confronto necessario che porterà a una
razionalizzazione e condivisione delle scelte. Su questo tema, per la prossima
settimana - martedì alle ore 11 – è previsto un incontro con la coalizione,
giovedì - ore 11 - con tutti i manager, che intanto stanno già lavorando a
delle proposte”.

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