Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

VILLAROSA (M5S): ‘TRANSAZIONE FISCALE’, OK DALLA CAMERA A ODG MISURA IMPORTANTE PER MESSINA

ROMA, 16 novembre 2016 - “Ci abbiamo provato a inserirlo nel decreto fiscale votato oggi alla Camera. Non è passata una norma ad hoc, ma è stato approvato un importante Ordine del giorno che impegna il governo su un principio apprezzato pure dalla maggioranza: perché non allargare la definizione agevolata delle cartelle anche ai debiti delle partecipate e degli enti pubblici controllati dai Comuni? Si chiama ‘transazione fiscale’ e il M5S lavora da tempo per introdurla. Sarebbe una misura importantissima anche per il Comune di Messina, alla faccia di chi sostiene che nessuno si occupa del nostro capoluogo”. Lo commenta il deputato Cinquestelle di Barcellona, Alessio Villarosa, spiegando la propria iniziativa e l’odg passato in aula di Montecitorio.

“In pratica, il sindaco creditore, solo in casi di emergenza finanziaria, consente agli enti che controlla e che svolgono servizi pubblici o strumentali per conto del Comune, si immaginino le aziende idriche o di trasporto, altri enti o consorzi o aziende speciali, di accedere a una transazione che somiglia a un concordato preventivo e di ristrutturare il proprio debito, allungando la rateazione molto più delle quattro soluzioni previste dal decreto per la rottamazione delle cartelle, magari fino a un massimo di 30 anni”.

“In questo modo, la partecipata o l’ente controllato, che deve presentare un piano in cui garantisce l’integrale restituzione del debito, può proseguire la propria attività senza temere procedure di recupero coattivo, ganasce o pignoramenti. Ma soprattutto - insiste il portavoce Cinquestelle - allargando questa disciplina alle città in pre-dissesto, il M5S dà nuovo respiro e nuovo sostegno al piano di riequilibrio dell’ente locale nei confronti dello Stato centrale, perché l’amministrazione può pulire i bilanci e tornare a iscrivere in contabilità i residui attivi come più facilmente recuperabili, elevando in definitiva il target di compliance dei debitori nei suoi confronti”.

“Ci siamo chiesti: se un’impresa privata può accedere a una transazione rispetto ai creditori, perché un Comune, con una delibera, non dovrebbe poter concedere la facoltà ai suoi debitori di ristrutturare le proprie pendenze? Non si chiede di annullare i debiti stessi o di gravare sul bilancio dello Stato con trasferimenti straordinari. Si tratta di dare una boccata d’ossigeno ai nostri sindaci, una boccata d’ossigeno a tutti noi cittadini”.




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