Caro spiaggia: le spiagge siciliane le più economiche, ma i prezzi dei servizi corrono molto di più rispetto alla media nazionale

Caro spiaggia: la Sicilia resta la regione più economica d'Italia, ma i prezzi crescono  Secondo i dati della ricerca annuale sui costi dei servizi balneari, realizzato  dall'Osservatorio Nazionale Federconsumatori in collaborazione con la Fondazione Isscon,  le spiagge siciliane restano anche nel 2026 le più economiche d'Italia. Dietro questo dato,  però, si nasconde un fenomeno che va avanti da diversi anni: i prezzi dei servizi degli  stabilimenti balneari siciliani corrono molto di più rispetto alla media nazionale.  Palermo, 29 maggio 2026 - Nel 2026, infatti, in Sicilia i prezzi di ombrellone, sdraio, lettino, pedalò o sup e degli abbonamenti (giornaliero, mensile e stagionale) sono saliti del 4,3% rispetto a quelli del 2025. L'inflazione annua prevista per tutto il sistema Paese, nel 2026, è compresa tra il 2,4% e il 3%, quindi quella relativa ai soli servizi balneari siciliani è nettamente superiore. Ma non solo: anch...

AEROPORTO DEL MELA: “SE VERO LA CLASSE DIRIGENTE HA IL DOVERE MORALE DI MOBILITARSI”

AFFONDO DELLA CISL: NEBRODI E DINTORNI TAGLIATI FUORI DA UN SISTEMA DI TRASPORTI E COMUNICAZIONI INESISTENTI. «COSÌ È IMPOSSIBILE PARLARE DI SVILUPPO E DI CRESCITA DI COMPARTI PRODUTTIVI IMPORTANTI».

4 gennaio ’17 – Un serio sistema di trasporti altrimenti il territorio dei Nebrodi resterà fuori da qualsiasi ipotesi di sviluppo economico e sarà sempre più marginalizzato. Il monito arriva dal referente zonale dei Nebrodi della Cisl, Basilio Caruso, che accende i riflettori sul sistema di comunicazioni che interessa tutta l’area tirrenica e nebroidea. A cominciare dall’autostrada «classificata all’ultimo posto tra quelle italiane, peggiore sia per la manutenzione che per la sicurezza, dalla segnaletica inadeguata, alle protezioni laterali non a norma, sino al fondo stradale pietoso e privo di manutenzione, l’asfalto non drenante, gli scambi di carreggiata e i restringimenti permanenti».
Basilio Caruso evidenzia, inoltre, come i collegamenti ferroviari nell’ultimo ventennio, nonostante tra la fine degli anni ’80 e la prima metà degli anni ’90, fossero stati notevolmente migliorati e innovati, «sono stati del tutto abbandonati. Da un lato corse limitate e taglio dei treni a lunga percorrenza, dall’altro lato neppure si parla più del completamento del corridoio ferroviario Palermo-Berlino, da portare a compimento con la costruzione del doppio binario nella tratta Patti/Fiumetorto. In queste condizioni è impossibile parlare di turismo, né si può ipotizzare la crescita di importanti comparti tradizionali, come l’agricoltura, l’agroindustria, la trasformazione alimentare e la pesca, né di sistemi in continua evoluzione e crescita, come l’e-commerce, che si articolano in rete, ma che non possono fare a meno di un adeguato sistema di trasporto delle merci da vendere, da acquistare o da scambiare».

Il referente zonale della Cisl ritorna, quindi, sulla notizia diffusa nei giorni scorsi dagli organi di informazione secondo la quale ci sarebbero imprenditori indiani interessati a realizzare un aeroporto nella Valle del Mela. «Se risponde a vero – sottolinea – l’intera classe dirigente della nostra provincia ha il dovere morale di mobilitarsi per verificare la sostenibilità dell’iniziativa, ponendo in essere ogni atto concreto per incoraggiare quelle imprese straniere ad investire nella nostra zona, evitando che ancora una volta, tra lungaggini e cavilli burocratici anche questi potenziali investitori non siano condotti all’esasperazione e costretti ad abbandonare i loro progetti».

Il pensiero va alla vicenda dell’Aeroporto di Torrenova che a suo tempo ha visto insieme partner pubblici e privati nella costituzione della SAE (Società per l’Aeroporto delle Eolie) e si è conclusa con un nulla di fatto. «Quell’aerostazione – ricorda Caruso – avrebbe fatto uscire il territorio dei Nebrodi dall’emarginazione economica ma è stata definitivamente seppellita anche per il mancato inserimento nel Piano regionale dei trasporti».

Per la Cisl nebroidea la posta in palio è troppo alta. «Oggi – continua - un’infrastruttura come l’aeroporto, assume un valore strategico ancora più elevato non solo perché anche i cittadini della nostra zona, come avviene nel resto dell’Italia, hanno il sacrosanto diritto di muoversi con facilità e liberamente, ma anche perché la costruzione di un’opera come questa, produrrà occupazione, direttamente e nell’indotto, e sarà uno strumento al sevizio delle imprese, che a loro volta avvieranno diverse forme di sviluppo, non solo dei Nebrodi, ma di una macroarea che si colloca parzialmente anche nelle province di Enna e di Palermo».

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