L’UNITÀ E PD: “SCONCERTO E INDIGNAZIONE PER DECISIONE DELL’AD” E ISCRIZIONI IN CRISI

ROMA, 13/01/2017- “Sconcerto e indignazione per decisione dell’Ad de l’Unità. Il Comitato di Redazione de l’Unità in conferenza stampa rende noto l’annuncio dell’Amministratore delegato di procedere all’invio di lettere di licenziamento collettivo, senza aver interpellato il Pd e senza preavviso nei confronti dei lavoratori. Il Partito democratico è fortemente determinato a scongiurare che questo avvenga”. Così si legge in un comunicato del PD nazionale.
“Esprimiamo il nostro sconcerto e la nostra indignazione nell’apprendere della decisione dell’Amministratore delegato dell’Unità di procedere all’invio di lettere di licenziamento collettivo, non solo senza aver interpellato il Pd, socio di minoranza, ma, peggio, senza alcun preavviso nei confronti dei lavoratori cui va la nostra piena solidarieta’”. E’ quanto si sottolinea al Nazareno.

“Lo sconcerto è anche amplificato dal fatto che ciò è avvenuto alla vigilia dell’Assemblea dei soci prevista per domani, 12 gennaio, nella quale il Pd dichiarerà la volontà di assicurare la continuità aziendale procedendo all’aumento di capitale pro quota. Confidiamo che analoga decisione sia assunta dal socio di maggioranza. Se qualcuno invece, con spregiudicatezza, pensa di compromettere il progetto editoriale, a tutto danno dei lavoratori e della storia dell’Unità, sappia – si rileva ancora – che il Pd è fortemente determinato a scongiurare che questo avvenga”.

Repubblica di oggi,  13 gennaio 2017 – intanto – stigmatizza il flop di iscrizioni che interessa il PD in molte regioni e altrettante province italiane. Col titolo “Pd, nel 2016 flop di iscrizioni: crollo in Emilia, paralisi in Sicilia” a firma di Giovanna Casadio si legge: “A parte le duemila tessere nel catanese, e qualche rinnovo con il contagocce a Enna e Messina, in Sicilia il Pd è paralizzato. Iscritti addio. E stiamo parlando del tesseramento del 2016. Idem in Calabria. Tanto che Lorenzo Guerini, il vice di Renzi, ha deciso la proroga dei termini fino al 28 febbraio.

L'allarme cresce nel Pd. Tra disaffezione e caos. Prendiamo Torino: il calo provinciale vede gli iscritti scendere in un anno da 7.800 a 4.900 e, solo in città, si è passati a mille da 2.400. Tutta in salita la strada per tentare di recuperare”.
In effetti però sul sito web del PD nazionale la provincia di Messina non rientra tra quelle nelle quali è ancora possibile iscriversi per l’anno in corso, e questo sarebbe da spiegare con qualche forma di ‘commissariamento’ o con un pieno di iscrizioni che farebbe traboccare Il PD messinese.

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