“MEUCCI IL FIGLIO DEL… TELEFONO" PRESENTATO AL ROTARY CLUB TERRA DEL TINDARI

E' stato presentato al Rotary Club Patti - Terra del Tindari il volume “Meucci il figlio del… telefono, mendicante a Tindari” di Mimmo Mòllica. La presentazione si è tenuta all'hotel La Paya di Patti, venerdì 13 gennaio 2017.  Al centro del dibattito il diritto all’identità, nel caso di Carlo Meucci, figlio dell’inventore del telefono, un reato contro la persona e contro la comunità scientifica

Patti (Me), 16/01/2017 - Organizzata dal Rotary Club Patti - Terra del Tindari, si è svolta all’hotel La Paya di Patti, venerdì 13 gennaio 2017 alle ore 19, la presentazione del volume “Meucci il figlio del… telefono, mendicante a Tindari” di Mimmo Mòllica (Armenio Editore).  Introdotti dal Presidente del sodalizio, dott. Nunzio Sciacca, sono stati relatori il prof. Antonino Caccetta, docente universitario e la prof. Caterina Isgrò Scolaro, docente di Barcellona P.G., che conobbe personalmente Carlo Meucci (il padre lo ospitò spesso in casa sua, aiutandolo nella vita ed ascoltando i toccanti racconti sulla sua vera ma disconosciuta identità). Presenti l’autore del volume, Mimmo Mòllica e l’editore Antonino Armenio.

Non una semplice presentazione editoriale ma un incontro-dibattito su di una vicenda che vede protagonista Carlo Meucci, figlio dell’inventore del telefono, vissuto a Tindari, la località archeologica nel comune di Patti fondata da Dionisio di Siracusa nel 396 a.C., dove sorge il Santuario dedicato alla Madonna Nera, considerata miracolosa e apportatrice di grazie.

Qua visse da ‘mendicante’, come veniva considerato e come titolarono parecchi giornali nazionali ed esteri, Carlo Meucci, presunto figlio di Antonio Meucci, l'inventore del telefono, cui solo nel 2002 è stata riconosciuta la paternità dell’epocale invenzione. Carlo Meucci si dichiarò sempre figlio del grande inventore, raccontando la sua triste e avventurosa storia ai visitatori che raggiungevano Tindari da turisti o per vocazione: proprio davanti al Santuario della Madonna Nera, Carlo stazionava come ambulante, offrendo medagliette o immagini della ‘nigra sed formosa’ Madonna del Tindari.

La storia di Carlo Meucci e l’affannosa ricerca della sua vera identità, indagata e resa nota da giornalisti di mezzo mondo e da prestigiose e storiche testate italiane ed estere, viene raccontata nel volume “Meucci il figlio del… telefono, mendicante a Tindari” da Mimmo Mòllica (Armenio Editore), sulla base di nuova documentazione burocratica e approfondite ricerche.

Al centro del dibattito il diritto all’identità, “al primo posto tra i diritti inviolabili dell’individuo: nel caso di Carlo Meucci, figlio dell’inventore del telefono, morto a Tindari nel giugno 1966, la sua distorsione, l’alterazione o la mancata verità costituiscono non solo un reato contro la persona, ma contro la comunità scientifica internazionale e contro la società medesima, considerata l’identità del padre”, come scrive Ornella Fanzone nella prefazione al volume di Mòllica.

Commenti