MIGRANTI MINORENNI: IL 40% OSPITATI IN SICILIA, PRINCIPALE REGIONE DI SBARCO

A fine novembre 2016 si contavano oltre 17mila giovani ospitati presso famiglie e strutture di accoglienza su tutto il territorio nazionale, di cui il 40% nella sola Sicilia, principale regione di sbarco. Il 93% dei minori non accompagnati presenti nelle strutture di accoglienza è costituito da giovani maschi, e più della metà ha 17 anni.

13/01/2017 - Sono 25.800 i minorenni non accompagnati o separati dai genitori o dalle famiglie che nel 2016 hanno raggiunto l’Italia via mare, un numero più che doppio rispetto ai 12.360 del 2015: “un allarmante 91% di tutti i 28.200 minorenni che hanno raggiunto l'Italia nel 2016 come rifugiati o migranti”, come si legge in un comunicato diffuso dall'Unicef. L'Italia non è sempre la meta ultima di questi minori, ma spesso solo il paese di transito per coloro che intendono proseguire verso altri Paesi europei. Sono relativamente pochi infatti i minori che intraprendono il percorso della protezione internazionale nel nostro paese, mentre sono più numerosi coloro che cercano di abbandonare le strutture di accoglienza italiane che li ospitano.

Sul fronte dell'accoglienza, i dati relativi ai minori soli segnalati alle autorità e che risultano presenti e censiti nelle strutture di accoglienza italiana, rilevati dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, evidenziano anch'essi un aumento nel triennio 2014-2016: se al 31 dicembre del 2015 erano presenti 12mila minori non accompagnati (il 13% in piu' rispetto all'anno precedente), a fine novembre 2016 si contavano oltre 17mila giovani ospitati presso famiglie e strutture di accoglienza su tutto il territorio nazionale, di cui il 40% nella sola Sicilia, principale regione di sbarco. Il 93% dei minori non accompagnati presenti nelle strutture di accoglienza è costituito da giovani maschi, e piu' della metà ha 17 anni. Al 30 novembre scorso le nazionalità prevalenti tra i presenti erano Egitto (2.800 minori), Gambia e Albania.

L'Unicef continua a ricordare che attraverso 6 specifiche azioni è possibile proteggere e aiutare i bambini migranti, rifugiati e sfollati: proteggere i bambini rifugiati e migranti, in particolare quelli non accompagnati, da sfruttamento e violenza; porre fine alla detenzione di minorenni richiedenti asilo o migranti introducendo misure alternative; tenere insieme le famiglie come miglior modo possibile per proteggere i bambini e dare loro uno status legale: continuare a garantire a tutti i bambini rifugiati e migranti istruzione e dare loro accesso a servizi sanitari e ad altri servizi di qualità; promuovere azioni concrete per intervenire sulle cause che provocano movimenti di massa di rifugiati e migranti; promuovere azioni per combattere xenofobia, discriminazione e marginalizzazione.

Commenti

  1. I cittadini europei vogliono davvero i rifugiati vicino alle loro case? Sì, questa è la domanda. Siamo tutti esemplari nel rispondere a domande come: Pensi che il tuo paese dovrebbe accettare i rifugiati? Siete disposti a fare spazio per i rifugiati in Europa? Ma poi passerebbero come le prigioni, impianti di smaltimento, la discarica o aeroporti non desiderate accanto alla propria casa, perché sono fastidiosi, puzzolenti, fanno rumore, portano il crimine, ecc, ecc. E 'vero che ci sono i cittadini, le organizzazioni, comuni o comunità che hanno messo a disposizione dei rifugiati piani, centri multimediali o scuole disponibili a lavoro con i rifugiati; ma è anche vero che sono meno e che alcuni di loro, lo hanno fatto per ragioni puramente politiche o di propaganda. https://planckito.blogspot.com.es/2016/11/l-rifugiati-in-europa-la-parodia.html

    RispondiElimina

Posta un commento

NEBRODI E DINTORNI © Le cose e i fatti visti dai Nebrodi, oltre i Nebrodi. Blog, testata giornalistica registrata al tribunale il 12/3/1992.
La redazione si riserva il diritto di rivedere o bloccare completamente i commenti sul blog. I commenti pubblicati non riflettono le opinioni della testata ma solo le opinioni di chi ha scritto il commento.