MEUCCI MENDICANTE A TINDARI: MÒLLICA INCONTRA GLI STUDENTI DI S. AGATA MILITELLO, DOVE CARLO VISSE


Incontro con l'autore di "Meucci il figlio del.… telefono mendicante a Tindari", il volume di Mimmo Mòllica sulla vita del figlio dell’inventore del telefono, vissuto e morto a Tindari. Mòllica incontrerà gli alunni dell'ITIS "E. Torricelli" di Sant'Agata Militello, dopo avere incontrato quelli dell’Istituto di Istruzione superiore ‘Lucio Piccolo’ e dell'Istituto d'Istruzione Superiore " F.P. Merendino" nei plessi di Capo d'Orlando, Brolo e Naso.

Sant'Agata Militello (Me), 11/02/2017 - Si è svolta ieri, venerdì 10 febbraio 2017, nell'Auditorium dell'ITIS "E. Torricelli" di Sant'Agata Militello, la presentazione del libro "Meucci il figlio del... telefono, mendicante a Tindari" di Mimmo Mollica (Armenio Editore). Ha coordinato i lavori la prof.ssa Mariangela Gallo, con gli interventi della dirigente dell'ITIS "E. Torricelli", dott.ssa Venera Maria Simeoni, la dott.ssa Ornella Fanzone, editor e autrice della prefazione al volume di Mimmo Mòllica, anch’egli presente al tavolo dei relatori.
Un incontro che ha visto coinvolte le clasi quarte e quinte dell’istituto santagatese, formando un uditorio gremito e attento, dimostratosi assai sensibile alla vicenda di Carlo Meucci, figlio dell’inventore del telefono, vissuto e morto a Tindari, dove svolse la sua attività di venditore ambulante e... ‘figlio scomodo’.
Dopo gli incontri con gli studenti dell’Istituto di Istruzione superiore ‘Lucio Piccolo’ di Capo d’Orlando per le classi del liceo scientifico, classico, linguistico e sportivo (1 febbraio); e per le classi del Liceo Artistico, agrario-ambientale e odontotecnico (3 febbraio), Mimmo Mòllica ha incontrato gli alunni dell'Istituto d'Istruzione Superiore "F.P. Merendino" nei plessi di Capo d'Orlando, Brolo e Naso.
Un calendario di incontri fitto e interessante. “Meucci il figlio del… telefono mendicante a Tindari” di Mimmo Mòllica, racconta la triste vicenda di Carlo Meucci, figlio dell’inventore del telefono, vissuto nell’indigenza a Tindari, in provincia di Messina, e tumulato nel cimitero di Patti nel giugno 1966. La complicata vicenda, ricostruita e raccontata da Mimmo Mòllica, propone l’attualissima questione dell’identità dei migranti e dei naufraghi, ai quali spetta l’arduo compito di ricostruire la propria identità personale e burocratica. Il libro di Mòllica muove i suoi passi da un gesto di umana pietà e si prefigge di strappare all’oblio dell’invisibilità un essere umano, peraltro discendente da una eccellenza italiana – Antonio Meucci, inventore del telefono – di cui andare fieri.

Carlo Meucci, come il padre Antonio, fu migrante, naufrago e ‘figlio scomodo’, in un momento della storia dell’umanità, come oggi, fortemente segnato dalle migrazioni, in cui “quella dell’identità non è una questione di secondaria importanza”, al di là del diritto all’identità stessa. Carlo Meucci stabilì la sua residenza in Sicilia, tra Mazara del Vallo, Marsala, Barcellona Pozzo di Gotto, Sant’Agata Militello e Tindari. E sarà in questi Comuni che l’identità del ‘migrante naufrago’ Carlo Meucci verrà trascritta e certificata.

Gli incontri di Mimmo Mòllica con gli studenti proseguiranno a Barcellona P.G, Patti, Messina e Roma, nel mese di marzo.

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