CASO MANCA: E' FESTA DELLA LIBERAZIONE... DALLA PROCURA DI VITERBO

29/03/2017 - Il Tribunale di Viterbo ha condannato a 5 anni e 4 mesi Monica Mileti, la 51enne romana ritenuta colpevole della morte per overdose di Attilio Manca, per avergli ceduto la dose mortale che secondo una certa 'corrente letteraria' sarebbe causa del decesso dell'urologo barcellonese trovato cadavere nella sua casa a Viterbo l'11 febbraio 2004.  La Procura aveva chiesto 4 anni e 6 mesi. Alla pena detentiva, per la Mileti, si assommano 18mila euro di multa e l'interdizione perpetua dai pubblici uffici. Si chiude così a Viterbo l'intrigato caso Manca. In precedenza, nell'ottobre 2014 per Monica Mileti, era caduto in prescrizione il reato di “omicidio colposo”, attribuito; rimaneva sussistente quello di “spaccio di sostanze stupefacenti”.
L'urologo barcellonese, presunta vittima di mafia, fu ritrovato cadavere nella sua abitazione. L'autopsia certificò la presenza di eroina nel sangue, alcol etilico e barbiturici. Il caso fu inizialmente ritenuto un'overdose, poi archiviato come suicidio. I genitori si opposero all'archiviazione sostenendo che il figlio fosse stato ucciso per coprire un intervento subito da Bernardo Provenzano a Marsiglia.

Ora Angela Manca, madre di Attilio, parla di "liberazione": “Oggi è un giorno di liberazione - scrive sulla sua pagina Facebook...". Ma ecco tutto quanto Angela Manca scrive:

"Finalmente dopo 13 anni di umiliazioni, di verità nascoste e negate ,di ricostruzioni fantasiose , possiamo dire che è finita ; ci siamo liberati della Procura di Viterbo .
Certo che ,anche se me lo aspettavo , ho una grande amarezza nel cuore, ma la procura di Viterbo ha sempre sostenuto l'accusa di Attilio ed oggi con questa sentenza lo ha ucciso per la seconda volta ., cercando di togliergli anche la dignità di Uomo e la serietà di professionista serio e stimato .
Ha preferito prendere per buone le dichiarazioni di Ugo Manca e dei barcellonesi a lui vicino, con i quali ci sono stati frenetiche telefonate dopo la morte di Attilio , e non ha tenuto in considerazione le dichiarazioni di amici e colleghi laziali di Attilio, con alcuni dei quali, come il prof. Ronzoni o il dottor De Vecchis c'era una frequenza ed un'amicizia decennale.
Attilio è partito per Roma all'età di 18 anni .
Ebbene gli accusatori barcellonesi di Attilio sono gli stessi che , sentiti dalla Polizia giorni dopo la sua morte, hanno dichiarato che Attilio non aveva mai fatto uso di droga, per poi cambiare versione e ritrattare non appena si è parlato di delitto di mafia legato al tumore alla prostata di Bernardo Provenzano .
Abbiamo assistito ad insabbiature e ad esibizione di prove false, che per noi hanno rappresentato dei depistaggi ;siamo stati estromessi dal processo, non sono state tenute in considerazione le dichiarazioni di 4 pentiti che collegano l'uccisione di Attilio al tumore alla prostata di Bernardo Provenzano .
Adesso ripongo fiducia e speranza nel dottor Pignatone che ha aperto un fascicolo per omicidio ,anche se da parte di ignoti,in base alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia .
Sono fiduciosa perchè la verità su Attilio è tutta fuori e per comprendere che non è morto per overdose basta solo guardare quelle foto scattate dalla scientifica .
Io e la mia famiglia non ci arrenderemo mai, anzi da oggi continueremo a lottare con più forza , sperando di poter vedere quel giorno in cui al nostro amato Attilio venga del tutto restituita quella dignità di Uomo e di professionista serio e stimato quale lui era

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