Niscemi interviene Sigea: atti di compravendita di un immobile, è il colpo nella pistola della “roulette russa”

Niscemi interviene Sigea.  La Società Italiana di Geologia Ambientale propone che gli atti di compravendita di un immobile contengano anche il certificato che descriva i pericoli geologici riguardanti le aree interessate.  "In Italia oggi la popolazione a rischio frane è 1.284.960 e a rischio alluvioni è 6.818.375; gli edifici rispettivamente 742.192 e 1.549.759; le imprese rispettivamente 74.974 e 642.979.  Questi sono i numeri che l’ISPRA raccoglie dall’ISTAT e dalle Autorità di Bacino".    31/01/2026 - "Nessuna delle famiglie che stanno vivendo il drammatico disagio a Niscemi, e quelle che saranno coinvolte nei prossimi mesi, avrebbe investito tutti i propri risparmi per la cosa che tutti riteniamo il rifugio economico, materiale e sociale per eccellenza, la propria casa, sapendo che un giorno una frana l’avrebbe distrutta. Nessuna delle famiglie sfollate, avrebbe con ogni probabilità investito tutti i propri risparmi per la casa sapendo che un giorno una fra...

PARCO ALDO MORO A MESSINA: “NON HA SENSO CONTINUARE A PRODURRE O ESACERBARE DIVISIONI”

Il Partito della Rifondazione Comunista ha preso atto del comunicato di Cambiamo Messina dal Basso in merito al rifiuto opposto all’adesione delle loro portavoce al Comitato per il Parco Aldo Moro.

Messina, 18 novembre 2017 - Innanzi tutto ribadisce il proprio sostegno alla lotta in corso e l’apprezzamento per le/gli attiviste/i dell’Unione Inquilini e per quelle famiglie che con coraggio e intelligenza hanno riportato al centro del dibattito politico cittadino una questione che pareva caduta nel dimenticatoio, che va ben oltre la vicenda pur importante del singolo parco ma incide per un verso sul tema dei beni pubblici inutilizzati e sottratti alla fruizione comune, dall’altro torna a porre in primo piano la question drammatica del diritto negato alla casa, degli sfratti per morosità incolpevole, ecc.

Tuttavia, sulla vicenda delle adesioni negate ci sentiamo di esprimere un dissenso forte rispetto alla scelta operata dal gruppo promotore dello stesso Comitato.

Innanzi tutto nel metodo, perchè chi conduce una vertenza ha diritto di scegliere con chi e contro chi farla, ma nel momento in cui si lancia un appello per la gestione comune di un bene e si afferma che l’adesione è libera, senza porre alcun paletto preventivo, non vi può essere poi alcuna discrezionalità ostativa, se non quella implicita nello stesso ordinamento giuridico relativa a criminali, appartenenti ad organizzazioni segrete, ai fascisti perchè anche senza la legge Fiano sarebbero già messi al bando dalla Costituzione e invece fin troppo tollerati, ecc.

Nella sostanza, perchè evidentemente si individua come controparte l’Amministrazione, la quale è invece da tempo impegnata in un lungo contenzioso con l’INGV per il recupero dello stesso bene.
Si può ritenere, tutt’al più, che essa non abbia messo in questo sufficiente energia e determinazione, che potesse fare di più e meglio, ma da qui a vederla come controparte ce ne corre.
Ma anche quando così fosse o legittimamente si ritenesse, in ogni caso il movimento, pur essendo legato politicamente all’Amministrazione, ha mostrato in più occasioni di mantenere autonomia di giudizio e di azione, pertanto la presenza dei suoi rappresentanti nel nascente comitato avrebbe potuto, e potrebbe, rappresentare un valore aggiunto.

Infine, per quanto sopra esposto, sul piano politico:
non ha senso continuare a produrre o esacerbare divisioni nel campo di una sinistra già esigua, pretendendendo di essere i titolari della “vera” sinistra, e accettare però Pd e Capitale Messina che a nostro modo di vedere di sinistra non sono proprio, mentre noi dobbiamo tendere ad aggregare, confrontarci sui contenuti con chiunque, far seguire alle parole i fatti dimostrandoci davvero inclusivi, e semmai lasciare che siano gli altri a fare i conti con le proprie ambiguità e contraddizioni.

Invitiamo tutte e tutti a porre in primo piano l’importanza di essere unite/i nella lotta per la difesa dei beni comuni e superare incomprensioni e pregiudizi riannodando le fila di un discorso che non può essere affidato a facebook e ai comunicati ma va iniziato e concluso sedendosi intorno a un tavolo.

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