Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

DISOCCUPATI: IL TASSO DI OCCUPAZIONE AUMENTA DI 0,2 PUNTI PERCENTUALI

Roma, 30 novembre 2017 – Nel trimestre agosto-ottobre, il tasso di occupazione aumenta di 0,2 punti percentuali per entrambi i generi rispetto ai tre mesi precedenti. Il tasso di disoccupazione cala di 0,2 punti per gli uomini e di 0,1 punti per le donne. Il tasso di inattività cala di 0,1 punti per entrambi. Nel confronto con ottobre 2016, il tasso di occupazione cresce di 0,6 punti percentuali per gli uomini e di 0,7 punti per le donne. Il tasso di disoccupazione cala di 0,6 punti per entrambi. Anche il tasso di inattività cala per entrambi i generi (-0,2 punti per gli uomini, -0,5 punti per le donne).

Occupazione dipendente e indipendente Dopo la diminuzione registrata il mese scorso, a ottobre 2017 tornano a crescere rispetto a settembre i lavoratori dipendenti (+0,1%, +16 mila), mentre calano gli indipendenti (-0,4%, -21 mila). Tra i dipendenti l’aumento riguarda esclusivamente i lavoratori a termine (+0,6%, +17 mila), mentre rimangono stabili i permanenti.
Nel trimestre agosto-ottobre l’occupazione cresce tra i dipendenti (+0,5%, +83 mila), esclusivamente a termine (+3,6%, +97 mila), mentre calano sia i permanenti (-0,1%, -14 mila) sia gli indipendenti (-0,2%, -10 mila).
Anche su base annua la crescita interessa i soli lavoratori dipendenti (+2,2%, +387 mila) a fronte di un calo tra gli indipendenti (-2,6%, -140 mila). La crescita dei dipendenti nei dodici mesi riguarda sia i lavoratori permanenti (+0,3%, +39 mila) sia, in misura predominante, quelli a termine (+14,0%, +347 mila).

La partecipazione al mercato del lavoro per classi di età

A ottobre 2017 il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, cioè la quota di giovani disoccupati sul totale di quelli attivi (occupati e disoccupati), è pari al 34,7%, in calo di 0,7 punti percentuali rispetto al mese precedente. Dal calcolo del tasso di disoccupazione sono per definizione esclusi i giovani inattivi, cioè coloro che non sono occupati e non cercano lavoro, nella maggior parte dei casi perché impegnati negli studi. L’incidenza dei giovani disoccupati tra 15 e 24 anni sul totale dei giovani della stessa classe di età è invece pari al 9,0% (cioè meno di un giovane su 10 è disoccupato), in calo di 0,3 punti rispetto a settembre. Il tasso di occupazione dei 15-24enni rimane invariato, mentre quello di inattività cresce di 0,2 punti.

Guardando alle altre classi di età, il tasso di occupazione nell’ultimo mese rimane stabile tra i
25-34enni, cala tra i 35-49enni (-0,1 punti percentuali) e cresce tra gli over 50 (+0,3 punti). Il tasso di disoccupazione cresce di 0,2 punti tra i 25-49enni mentre cala tra gli ultracinquantenni
(-0,4 punti). Il tasso di inattività cala tra i 25-34enni (-0,2 punti), mentre rimane stabile tra gli
over35.



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