ABBANDONO SCOLASTICO: IN SICILIA LA PERCENTUALE PIÙ' ALTA (1,3%)

La dispersione scolastica nell’a.s. 2015/2016 e nel passaggio all’a.s. 2016/2017. Aggiornamento del focus sulla dispersione scolastica pubblicato nel 2013 con dati relativi all’anno scolastico 2011/2012. Lo studio del fenomeno della dispersione sviluppando un approccio più dettagliato che ha preso in considerazione non solo l’abbandono che avviene nel corso dell’anno scolastico, ma anche quello che si verifica tra un anno e il successivo. I dati da cui è partito il lavoro della Cabina di regia sulla dispersione scolastica e la povertà educativa, istituita dalla Ministra Valeria Fedeli e guidata da Marco Rossi Doria, ex Sottosegretario all’Istruzione ed esperto del tema. Il gruppo, istituito a maggio del 2017, ha lavorato in questi mesi partendo dal quadro dei dati disponibili, nazionali ed europei.

Roma, 10 gennaio 2018 - Di notevole importanza ai fini del controllo della dispersione scolastica
è l'integrazione con le Anagrafi regionali della Formazione Professionale, che permetterà di
monitorare il passaggio degli alunni che escono dal sistema scolastico e che approdano a percorsi
di formazione professionale. In attesa di questa importante integrazione, a partire dallo scorso anno
è stato possibile utilizzare le informazioni relative ad alcune Regioni italiane (Piemonte,
Lombardia, Veneto, Lazio, Molise e Sicilia) che hanno aderito al sistema di iscrizioni on
line presso i Centri di Istruzione e Formazione Professionale. In tal modo sono state
integrate le informazioni relative alla prosecuzione dell’obbligo degli alunni delle classi
conclusive delle scuole secondarie di I grado, inserite dalle istituzioni scolastiche in
fase di iscrizione all’anno scolastico successivo; gli alunni che hanno interrotto la
frequenza scolastica nel passaggio tra cicli.

Analogamente a quanto visto per la scuola secondaria di I grado, il Mezzogiorno ha
riportato la percentuale di abbandono complessivo più elevata, pari al 4,8% (con una
media del 5,1% per le regioni insulari e del 4,6% di quelle del Sud), mentre il Nord Est
la percentuale più bassa, pari al 3,5%. Tra le regioni spiccano Sardegna, Campania e
Sicilia, con punte rispettivamente del 5,5%, del 5,1% e del 5,0%, mentre le percentuali
più basse si evidenziano in Umbria con un valore del 2,9% e in Veneto e Molise con
valori del 3,1%.

Distinguendo per anno di corso, si osserva che per il primo anno l’abbandono
complessivo è stato dello 0,99% (0,37% nel corso dell’a.s. 2015/2016 e 0,62% nel
passaggio all’a.s.2016/2017), per il secondo anno di corso dell’1,03% (0,40% nel corso
dell’a.s. 2015/2016 e 0,63% nel passaggio all’a.s.2016/2017). Per il terzo anno di corso
in questo paragrafo si considera solo l’abbandono nel corso dell’a.s. 2015/2016, pari
allo 0,47%.

Quanto alla distribuzione territoriale, una maggiore propensione all’abbandono
scolastico è evidente nelle aree più disagiate del paese: per la scuola secondaria di I
grado, mediamente il Mezzogiorno ha riportato una percentuale di abbandono
complessivo dell’1% (con l’1,2% nelle isole e lo 0,9% al Sud) mentre il Nord Est in media
una percentuale più contenuta, pari allo 0,6%. Tra le singole regioni spiccano la Sicilia
con l’1,3%, Calabria, Campania e Lazio con l’1%; la percentuale più bassa si evidenzia
in Emilia Romagna e Marche con lo 0,5%.


L’uscita dal sistema scolastico, che riguarda più di 34.000 studenti, interessa in
particolare alcune regioni; nel dettaglio, percentuali elevate si sono registrate in
Lombardia, Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Lazio; nella media delle
macroaree il Nord Ovest ha riportato una percentuale di uscita dal sistema scolastico
nel passaggio tra l’a.s. 2015/2016 e l’a.s. 2016/2017 dell’11,9%, il Nord Est del 6,8%, il
Centro dell’1,5% e il Mezzogiorno del 3,1%.

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