Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

SCUOLA, FEDELI: “LA VIOLENZA NON È MAI TOLLERABILE”

“Quelli di Foggia sono fatti gravi. La violenza fisica o verbale non è mai tollerabile. E lo è ancor meno quando si verifica all’interno di una scuola. Il luogo dove alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi dobbiamo insegnare il rispetto dell’altro, la convivenza civile.

Roma, 12 febbraio 2018 - Tutti temi su cui la comunità educante sta facendo sforzi enormi. Le famiglie sono una parte importante di questo lavoro educativo e sconvolge pensare che un genitore possa entrare in una scuola e compiere atti simili. Sono fatti che danneggiano profondamente il rapporto scuola-famiglia, che interrompono bruscamente la corresponsabilità educativa e che vanno condannati con forza”. Così la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, sull’episodio che ha riguardato un docente, vice del dirigente scolastico dell’Istituto ‘L. Murialdo’ di Foggia, aggredito sabato scorso da un genitore. La Ministra ha contattato l’insegnante per manifestare la propria vicinanza e quella del Ministero.

“In questi mesi abbiamo lavorato per rimettere al centro l’alleanza educativa fra scuola e famiglie e rilanciare la figura dell’insegnante. Sono temi urgenti. Che non vanno sottovalutati. Questi episodi ne sono un’ulteriore conferma. Abbiamo cominciato un lavoro che va portato avanti con convinzione. Per troppo tempo il dibattito sulla scuola ha lasciato ai margini i temi educativi, la centralità della funzione delle docenti e dei docenti in una società complessa dove la scuola, oggi più che mai, può e deve essere punto di riferimento per le nostre ragazze e i nostri ragazzi. Attaccare la scuola, cercare di toglierle dignità o valore, significa fare un danno al Paese. Per questo condanniamo quanto accaduto a Foggia e continueremo a lavorare per rimettere la scuola al centro del processo di crescita civile dell’Italia”, conclude Fedeli.





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